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	<title>Farmacia Europa Cassino</title>
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	<description>la farmacia che si prende cura di te</description>
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		<title>119 &#8211; Linfomi Hodgkin e non Hodgkin: diagnosi precoce e trattamento</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[Angelosanto]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>
		<category><![CDATA[linfomi]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE Martedì 21 febbraio 2012 ore 16.30 Dr.ssa Noemi Angelosanto &#8211; dirigente I livello Ematologia ospedale &#8220;F. Spaziani&#8221; Frosinone ABSTRACT DELLA CONFERENZA: Con il termine” linfoma” si indica un gruppo eterogeneo di neoplasie che hanno in comune l’origine dai linfociti, sottotipo di globuli bianchi coinvolti nella difesa immunitaria specifica contro agenti&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE </em>Martedì 21 febbraio 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong>Dr.ssa Noemi Angelosanto &#8211; dirigente I livello Ematologia ospedale &#8220;F. Spaziani&#8221; Frosinone</strong></p>
<p><strong>ABSTRACT DELLA CONFERENZA:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con il termine” linfoma” si indica un gruppo eterogeneo di neoplasie che hanno in comune l’origine dai linfociti, sottotipo di globuli bianchi coinvolti nella difesa immunitaria specifica contro agenti infettivi e cellule tumorali. I linfociti si dividono in risposta a un agente estraneo non solo ai fini della sua eliminazione ma anche per creare una memoria immunitaria nei suoi confronti. Nel linfoma la divisione dei linfociti inizia senza una causa apparente e diventa incontrollata. Fondamentalmente si distinguono linfomi che originano dalla espansione clonale di una cellula B, normalmente coinvolta nella produzione di anticorpi, e quelli originanti dall’espansione clonale della cellula T (nella variante cellula killer o cellula helper) o di una cellula NK (cellula killer nei confronti dei virus e cellule tumorali).</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Oggi con studi immunofenotipici (su SVP o sospensione di cellule provenienti dal tessuto infiltrato) e immunoistochimici (sulla sezione del tessuto bioptizzato), nonché di biologia molecolare (ricerca con metodica PCR di espressione di geni normalmente espressi nelle cellule B o T), si può fare diagnosi certa di un dato istotipo di linfoma.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La prima distinzione che occorre fare in clinica nell’ambito dei l<span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">infomi riguarda </span></span>la loro appartenenza al gruppo dei “linfomi Non Hodgkin” oppure “Hodgkin”. Tale distinzione è importante per la diversa radio e chemiosensibilità delle cellule linfomatose, nonché per la differenza prognostica, essendo la malattia di Hodgkin curabile nel 90% dei casi vs il 60% dei linfomi non Hodgkin. Nella malattia di Hodgkin è presente una cellula tumorale caratteristica, la cellula di Reed- <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">Sternberg, della quale per oltre due secoli non è stata chiara l’origine. </span></span>Oggi si sa che tale cellu <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">la dalla caratteristica morfologia ad ”occhio di gufo” </span></span>(cellula binucleata con nucleoli eosinofili prominenti), deriva da un linfocita B nel 98 % dei casi a da un linfocita T nel restante 2%. Nel tessuto infiltrato, essa è accompagnata da varie cellule reattive che rappresentano la maggioranza delle cellule componenti la massa tumorale e che determinano l’identificazione delle 4 varianti istologiche di HODGKIN classico (sclerosi nodulare, a deplezione linfocitaria, a cellularità mista, variante ricca in linfociti) e della variante a predominanza linfocitaria, che è considerata borderline tra una forma Hodgkin e non Hodgkin di linfoma. L’assenza della cellula di Reed <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">- </span></span>Sternberg identifica un linfoma non Hodgkin.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Di fronte a una diagnosi di linfoma non Hodgkin <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">occorre definire l’istotipo, </span></span>essendo annoverate in questo gruppo di neoplasie oltre 40 entità nosologiche che differiscono per caratteristiche istologiche, biopatologiche e cliniche. Tali neoplasie possono essere classificate nel gruppo dei linfomi indolenti o in quello degli aggressivi, essendo i primi caratterizzati da un decorso clinico più subdolo e lento, con tipico andamento cronico-recidivante e minore possibilità di definitiva eradicazione, i secondi da una maggiore aggressività e decorso più o meno rapidamente fatale in assenza di trattamento, ma potenzialmente guaribili.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Negli ultimi vent’anni la frequenza dei linfomi non Hodgkin si ètriplicata, con incidenza annuale di 55000 casi, rappresentano la neoplasia ematologica più frequente, e il 3% di <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">tutti i tumori maligni; l’etàmediana di comparsa è65 </span></span>anni, con incidenza crescente con l’avanzare dell’età anche se alcune forme aggressive si presentano a età più giovanili, con incidenza massima intorno ai 40 anni. Il linfoma di Hodgkin, con 7400 nuo<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">vi casi l’anno, ha un’ incidenza che </span></span>presenta una distribuzione bimodale in base all’età con un primo picco a 30 anni e un secondo a 70 anni.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">L’eziologia èignota, tuttavia un fattore di rischio importante per l’insorgenza dei linfomi è rappresentato dagli stati di immunodepressione (il post trapianto, la sindrome da immunodeficienza acquisita, le patologie autoimmunitarie, l’ipogammaglobulinemia congenita), l’infezione da virus dell’ epatite B e C, alcuni disordini cromosomici (atassia-teleangectasia). Del resto una patogenesi virale o infettiva è dimostrabile in molte sottoforme di linfoma essendo gli agenti più imputati:</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">EBV <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Wingdings;" lang="ZH-TW"> </span><span style="font-family: Verdana;">per il linfoma di Burkitt (variante africana), variante cellularità mista </span></span>dell’Hodgkin, linfoma angiocentrico/extranodale a cellu <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">le T/NK, disordini </span></span>linfoproliferativi post trapianto, linfomatosi granulomatoide,</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">HTLV-1 <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Wingdings;" lang="ZH-TW"> </span><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">per la leucemia/linfoma a cellule T dell’adulto (endemico nel Sud del </span></span>Giappone, Caraibi e Sud America),</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">HHV8 <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Wingdings;" lang="ZH-TW"> </span><span style="font-family: Verdana;">per il linfoma PEL (Primary effusion lymphoma),</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">HIV <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Wingdings;" lang="ZH-TW"> </span><span style="font-family: Verdana;">Linfomi AIDS-related,</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Helicobacter Pylori <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Wingdings;" lang="ZH-TW"> </span><span style="font-family: Verdana;">Linfoma MALT dello stomaco,</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Virus dell’epatite C <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Wingdings;" lang="ZH-TW"> </span><span style="font-family: Verdana;">Linfoma linfoplasmocitico.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La diagnosi di LINFOMA necessita di un approccio integrato che deriva da una stretta collaborazione tra specialisti clinici che si trovano di fronte al caso di “sospetto linfoma” (radiologo, ematologo, oculista, dermatologo…). Dato l’estremo polimorfismo dei quadri clinici alla presentazione, dall’adenopatia superficiale, all’ulcera gastrica, alla tumefazione oculare, e questo perché <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">qualunque organo o tessuto può essere interessato, il cardine della diagnosi </span></span>rimane l’esame istologico del pezzo bioptico.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">L’emolinfopatologo oltre a definire sulla base della morfologia il sottotipo più o meno aggressivo di linfoma, grazie all’uso di anticorpi mon<span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">oclonali e a tecniche </span></span>enzimatiche, identifica la cellula di origine e il suo stadio maturativo, mentre studi di citogenetica molecolare sulle cellule tumorali forniscono un’informazione sulla prognosi e indirizzano il clinico nella scelta terapeutica. Alcuni marcatori genetici e/o immunologici sono sfruttati anche per il monitoraggio della risposta alla terapia come “malattia minima residua”.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La cellula di origine dei LNH nel 90% dei casi è il linfocita B, nel restante 10% dei casi è il linfocita T o NK , tale distinzione è di fondamentale importanza nella scelta terapeutica, per questo mantenuta nella attuale classificazione WHO delle neoplasie linfoidi, perché diversa è la sensibilità a chemioterapia e diversi sono i marcatori di linea espressi dalla cellula tumorale, potenziali target di una terapia citototossica immunospecifica.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">IL PERCORSO DIAGNOSTICO-TERAPEUTICO</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il sintomo più comune dei linfomi è il riscontro di una o più tumefazioni linfonodali, a crescita più o meno rapida a seconda che si tratti di una forma aggressiva o indolente. Nei linfomi aggressivi oltre al rapido diffondersi della malattia vi è nel 30% dei casi la presenza di sintomi sistemici (febbre, perdita di peso, prurito, sudorazione profusa notturna) e coinvolgimento extranodale (sede diversa dal linfonodo) con possibile coinvolgimento di qualsiasi organo. I linfomi indolenti hanno un decorso subdolo in assenza di sintomi, tanto che all’esordio sono quasi sempre a uno stadio avanzato. Alcuni linfomi insorgono primitivamente in sede extranodale senza coinvolgere linfonodi, essendo gli organi più frequentemente coinvolti il SNC, la cute, il testicolo, lo stomaco, il sistema scheletrico. Una volta fatta la diagnosi, lo step successivo è definire quale sia l’estensione di malattia, cioèla <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">stadiazione e se ci sono fattori clinici </span></span>con valore prognostico negativo. Il paziente viene sottoposto ai seguenti esami ematochimici e strumentali:</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">a) Emocromo, VES, LDH, <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">β2 MICROGLOBULINA, QPE con proteine totali</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">b) Rx torace in 2 proiezioni</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">c) TC T.B con mdc, PET-TC T.B., ECOGRAFIA Total node- addome</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">d) Biopsia osteomidollare</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">e) Rachicentesi diagnostica (per ilinfomi aggressivi o con rischio di localizzazione al SNC)</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">f) Altro (es.EGDS o colonscopia per localizzazioni del tratto gastroenterico, visita ORL per localizzazioni nasali, laringee, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il più comune sistema di stadiazione attualmente in uso è quello di Ann Arbor, che prevede 4 diversi stadi:</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">I stadio: interessamento di una singola stazione linfonodale e/o estensione a organo vicino(E)</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">II stadio: 2 o più stazioni linfonodali dallo stesso lato del diaframma;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">III stadio: interessamento di stazioni linfonodali sopra e sottodiaframmatiche;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">IV stadio: coinvolgimento di un organo con o senza linfonodi (osso, polmone, fegato, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">I principali fattori prognostici sfavorevoli per i linfomi non Hodgkin sono l’età <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">avanzata, il basso performance status, alti livelli di LDH, stadio avanzato </span></span>(II-IV), coinvolgimento di sedi extranodali, numero elevato di sedi linfonodali coinvolte, alto valore dei globuli bianchi alla diagnosi. I suddetti parametri clinici vengono variamente combinati per calcolare l’indice prognostico nei diversi sottotipi di linfoma non Hodgkin: per quelli aggressivi si u<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">tilizza l’IPI, per i follicolari (indolenti) il FLIPI, per il mantellare </span></span>il MIPI. Per il linfoma di Hodgkin èancora valido l’IPI di Hasenclever basato sulla presenza/assenza dei seguenti criteri: sesso maschile, stadio IV, Età &gt;45, G.Bianchi &gt; 15.000, Linfociti &lt; 600, Hb &lt;10.5g/dl, Albumina&lt;4g/dl.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Per la cura dei linfomi ci si avvale di diverse armi terapeutiche principalmente costituite da chemioterapia, immunoterapia e radioterapia, variamente combinate a seconda del sottotipo di linfoma.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il linfoma Diffuso A Grandi Cellule B (DLBCL), il più frequente dei linfomi diagnosticati nei Paesi Occidentali, ha un’ottima responsività alla combinazione immunochemioterapica R-CHOP (rituximab, ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina, prednisone), che pertanto rappresenta la terapia di I linea. Il rituximab è un anticorpo monoclonale diretto contro la molecola di superficie CD20 espressa dalla gran parte delle neoplasie linfoidi a cellule B; il suo utilizzo, diffuso da circa 10 anni, ha permesso di ottenere un notevole miglioramento delle risposte cliniche e della sopravvivenza nei pazienti affetti da queste malattie (75% di remissioni complete e 60% di guarigioni). Negli stadi precoci sono sufficienti 4 cicli R-CHOP seguiti da eventuale radioterapia locale se malattia bulky (diametro &gt;5 cm dell’adenopatia), mentre negli stadi avanzati o con fattori di prognosi avversa sono necessari 8 cicli. Da ricordare che nei casi con presentazione clinica aggressiva (coinvolgimento del midollo osseo, tessuti paravertebrali, testicolo) o con localizzazioni al di sopra della linea pterigopalatina (orbita, palato, seni paranasali) bisogna effettuare almeno 4 iniezioni intratecali di chemioterapico per prevenire localizzazione meningea da parte del linfoma. Nei pazienti giovani che vanno incontro a una ricaduta è possibile effettuare una polichemioimmunoterapia di II linea (R-DHAP, R-IEV) con raccolta di cellule staminali emopoietiche e successivo autotrapianto. Nelle ricadute post autotrapianto rimane per i pazienti giovani l’alterna <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">tiva valida </span></span>dell’allotrapianto di midollo osseo da donatore, mentre per i piùanziani non vi èindicazione a causa dell’alta morbilità.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il linfoma follicolare (FL), è il più frequente dei linfomi indolenti, rappresenta un 20-25% dei linfomi diagnosticati presso i paesi occidentali, con età mediana di insorgenza a 70 anni e andamento clinico tipicamente cronicorecidivante, presenta lunghe mediane di sopravvivenza, con necessità di ricorso alla terapia solo in presenza di “malattia sintomatica”, o in caso di localizzazioni extranodali, masse bulky, stadio avanzato. Il FL infatti presenta delle caratteristiche istologiche peculiari per il basso indice mitotico e la tendenza delle cellule neoplastiche (centrociti o centroblasti) a sovvertire la normale architet <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">tura del linfonodo formando dei ”follicoli, con </span></span>modalità di crescita più o meno aggressiva (I-II-III grado). La caratteristica distintiva del linfoma follicolare è l’overespressione da parte della cellula linfomatosa di una proteina antiapoptotica “bcl2”, <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">più spesso come </span></span>conseguenza della traslocazione cromosomica 14;18, che viene sfruttata in clinica non solo per la diagnosi ma anche per il monitoraggio della risposta molecolare alla terapia: i pazienti in cui si negativizza l’espressione del bcl2 mantengono più lunghe remissioni di malattia e maggiori probabilità di guarigione definitiva. Data la scarsa aggressività del FL nella gran parte dei casi è dimostrato che iniziare prima la terapia non porta a un allungamento della sopravvivenza dei pazienti. Nel caso di uno stadio iniziale in assenza di fattori prognostici sfavorevoli la terapia di scelta è la radioterapia, se invece il paziente presenta un IPI alto (prognosi sfavorevole) o uno stadio avanzato viene avviato a polichemioimmunoterapia secondo schema RCHOP per 6-8 cicli o FCR (Fludarabina, Endoxan, Rituximab) per 6 cicli e radioterapia sulle stazioni affette, se bulky. La recidiva necessita di terapia di seconda linea e autotrapianto di cellule staminali, nei limiti consentiti dall’età</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il linfoma mantellare (MCL) è un 7-8 % di tutti i linfomi a cellule B di nuova diagnosi, ha una mediana di insorgenza intorno ai 50 anni e presenta un andamento aggressivo con recidiva costante a tempi variabili dalla remissione. All’esordio si presenta in genere con <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">linfadenopatie diffuse, </span></span>coinvolgimento del midollo osseo e di sedi extranodali, tipicamente cutanee e gastrointestinali. La peculiare caratteristica genetica del linfoma mantellare è la presenza di una iperespressione della CICLINA D1, proteina regolatoria del ciclo cellulare, attribuibile a una traslocazione tra il cromosoma 11 e il cromosoma 14. Anche in questo caso, oltre che per la diagnosi, la determinazione mediante PCR della positività di tale aberrazione è sfruttata per il monitoraggio della malattia minima residua dopo trattamento. Nel linfoma mantellare il trattamento R-CHOP non è efficace, ma è necessario uno schema più intensificato con l’aggiunta di citarabina ad alte dosi (R-DHAP, Hyper- CVAD: Rituximab, Ciclofosfamide, Vincristina, Desametazone, Doxorubicina, alte dosi di Citarabina e Methotrexate) e l’autotrapianto di cellule staminali nei pazienti piùgiovani. Nei pazienti in recidiva dopo il trapianto è possibile prendere in considerazione nuovi farmaci chemioterapici (Bendamustina) o immunomodulatori (Lenalidomide). Nei pazienti anziani rimane prevalente l’uso di 6 cicli R <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">CHOP </span></span>+ radioterapia su siti coinvolti.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">LINFOMA DI BURKITT</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">È una forma molto aggressiva di linfoma non Hodgkin, inizialmente identificato nei bambini africani con diffusione endemica, e localizzazione mandibolare-mascellare, successivamente riscontrato anche nei Paesi Occidentali. Il tipo africano di BL è strettamente associato a infezione da Epstein-Barr virus (EBV), causa di mononucleosi infettiva, mentre la variante Nord-Americana di BL non è correlata a EBV, ma presenta sempre la caratteristica abnorme espressione dell’oncogene c <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">-myc. Il linfoma di </span></span>Burkitt è più frequente nei maschi e può manifestarsi con improvviso ingrossamento linfonodale in assenza di dolore a livello delle stazioni linfonodali superficiali, a crescita molto rapida oppure, come più frequentemente si osserva, con interessamento addominale ( a volte sono coinvolti testicoli, ovaie, midollo spinale). La prognosi è severa: se non rapidamente trattato è fatale, mentre la risposta al trattamento non esclude la recidiva. Il trattamento è polichemioterapico intensivo con la combinazione alternata di Ciclofosfamide, Ifosfamide, Vincristina, Citarabina, Doxorubicina, Methotrexate e Etoposide. E’indispensabile anc<span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">he </span></span>terapia intratecale per ridurre il rischio di localizzazione cerebrale.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">I LINFOMI A CELLULE T:</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Vorrei fare un cenno a parte sui Linfomi a cellule T che rappresentano un gruppo estremamente eterogeneo di neoplasie, con frequenza variabile dei sottotipi a <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">seconda dell’area geografica e origine etnica. Nei Paesi </span></span>Occidentali sono rari (15% dei linfomi) e si raggruppano in cutanei, trattati con farmaci immunologici diretti contro molecole di superficie della cellula T, trattamenti locali radianti o con fotoferesi (pertinenza dermatologica) e linfomi sistemici molto aggressivi, con prognosi severa e scarsa responsività agli schemi utilizzati per i linfomi a cellule B. Nuovi farmaci proposti per il trattamento dei linfomi a cellule T che hanno manifestato una certa attività anti proliferativa includono la gemcitabina, analogo nucleotidico, usata da sola o con altri farmaci; un immunotossina diretta contro il recettore dell’interleukina 2 (denileukin); gli anticorpi monoclonali anti CD 52 (alemtuzumab) e anti CD25.In fase di studio è il dasatinib che sembrerebbe avere un ruolo nel bloccare l’espressione del TCR (T <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">-CELLRECEPTOR), </span></span>marcatore di specificità della cellula T.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">IL LINFOMA DI HODGKIN</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il linfoma di Hodgkin (HL) è una malattia estremamente radio e chemiosen<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">sibile per la quale è ormai ben definita l’efficacia di schemi </span></span>chemioterapici includenti adriblastina, bleomicina, vinblastina, deticene (ABVD), che consentono l’ottenimento della risposta completa nella quasi totalità dei casi; è tuttavia indispensabile, nella scelta del programma terapeutico, suddividere i pazienti in base allo stadio di malattia e alla presenza o meno di fattori prognostici negativi.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">I principali trials clinici per la terapia dei HL suddividono i pazienti in 3 GRUPPI:</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">a) Stadi iniziali (I-IIA) a prognosi favorevole;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">b) Stadi iniziali (I-IIA) a prognosi sfavorevole;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">c) Stadi avanzati (IIB-III-IV).</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Nei pazienti del gruppo a), i vari studi dimostrano che l’associazione di pochi cicli ABVD (3) alla radioterapia “involved field”(IF), cioèsolo sulle s<span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">tazioni </span></span>affette, dose totale 30 Gy, è in grado di garantire non solo il 99% delle remissioni complete, ma anche delle lunghe sopravvivenza libere da malattia, con aspettativa di vita sovrapponibile alla popolazione sana.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Nei pazienti del gruppo b), si conf<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">erma l’efficacia di 4 cicli ABVD</span></span>+Radioterapia IF 30 Gy + una dose aggiuntiva di 10Gy in caso di adenopatia “bulky”, con remissioni in oltre l’80% dei pazienti.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Nei pazienti in stadio avanzato o localmente esteso (c), lo schema terapeutico che ha mostrato maggiore efficacia è il BEACOPP intensificato (bleomicina, etoposide, adriamicina, ciclofosfamide, vincristina, procarbazina) effettuato per 8 cicli totali, anche se sovrapponibili risultati sono raggiunti con 6-8 cicli di ABVD, mentre la radioterapia non sembra migliorare la sopravvivenza libera da malattia, per cui trova indicazione dolo nei pazienti che mantengono una positività residua alla PET dopo chemioterapia.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Per i pazienti che manifestino progressione di malattia durante chemioterapia, o che recidivino entro un anno dal raggiungimento della stessa o che non riescano a raggiungere una remissione completa, vi è indicazione a chemioterapia ad alte dosi e autotrapianto di cellule staminali. Anche nei pazienti risultati resistenti a una o più linee chemioterapiche la chemioterapia ad alte dosi seguita da autotrapianto consente l’ottenimento di una buona risposta.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">In conclusione, la terapia dei linfomi ha fatto passi da gigante, anche nei pazienti più anziani o con fattori prognostici sfavorevoli. La diagnosi corretta e precoce consente non solo alta probabilità di remissione dal linfoma, ma anche prospettive di una aspettativa di vita paragonabile a quella di una popolazione sana di pari età. Tutto ciò è reso possibile dalla introduzione di terapie di supporto trasfusionale, di profilassi antinfettiva, ma soprattutto alla migliore definizione di fattori prognostici che permettono di stratificare i pazienti in varie categorie di rischio prima di iniziare la terapia, onde poter scegliere il regime terapeutico meno tossico a parità di efficacia.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/scheda-anagrafica-relatori-angelosanto-noemi-sito.pdf">SCHEDA DEL RELATORE</a></p>
<a name=spwa></a><p><strong>Linfomi Hodgkin e non Hodgkin - Rassegna stampa</strong> (3 photos)<br>21 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Linfomi Hodgkin e non Hodgkin - Foto conferenza</strong> (12 photos)<br>21 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
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		<title>Salute &amp; Prevenzione: i genitori incontrano gli specialisti</title>
		<link>http://www.farmaciaeuropa.eu/2012/02/salute-prevenzione-i-genitori-incontrano-gli-specialisti/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 13:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Mattei - salute & prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; L’obesità infantile è una patologia di sempre maggiore interesse sia per la sua diffusione nei paesi industrializzati sia per la ormai riconosciuta associazione con l’obesità in età adulta e con le patologie cronico-degenerative ad essa correlate. Scarica L&#8217;Abstract della conferenza della d.ssa Stefania Di Russo OBESITA&#8217; INFANTILE &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/convegno-scuola-mattei.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3202" title="convegno scuola mattei" src="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/convegno-scuola-mattei.jpg" alt="" width="499" height="706" /></a></p>
<a name=spwa></a><p><strong>Salute & Prevenzione: i genitori incontrano gli specialisti - Rassegna stampa</strong> (4 photos)<br>21 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Salute & Prevenzione: i genitori incontrano gli specialisti - Foto venerdì 17 febbraio</strong> (30 photos)<br>21 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<p><span style="font-size: small;">L’obesità infantile è una patologia di sempre maggiore interesse sia per la sua diffusione nei paesi industrializzati sia per la ormai riconosciuta associazione con l’obesità in età adulta e con le patologie cronico-degenerative ad essa correlate. </span></p>
<p><strong>Scarica L&#8217;<span style="font-size: small;"><strong>Abstract</strong> della conferenza della d.ssa Stefania Di Russo </span></strong></p>
<p><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/di-russo-obesità-2.pdf">OBESITA&#8217; INFANTILE</a></p>
<a name=spwa></a><p><strong>Salute & Prevenzione: i genitori incontrano gli specialisti - Visita oculistica nel bambino</strong> (15 photos)<br>21 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Salute & Prevenzione: i genitori incontrano gli specialisti - Otite infantile</strong> (2 photos)<br>21 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Salute & Prevenzione: i genitori incontrano gli specialisti - Medicine in casa</strong> (29 photos)<br>21 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le promozioni</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 08:23:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Promozioni]]></category>
		<category><![CDATA[promozioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le promozioni questa pagina del sito propone solo alcune delle tante promozioni che la farmacia offre. Ogni promozione suggerisce prodotti che hanno un ottimo rapporto prezzo/qualità e che sono stati oggetto di una attenta selezione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2722 alignleft" title="le promozioni" src="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2011/09/le-promozioni.jpg" alt="" width="302" height="248" /><strong>Le promozioni</strong><br />
<a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/category/promozioni/">questa pagina</a> del sito propone solo alcune delle tante promozioni che la farmacia offre. Ogni promozione suggerisce prodotti che hanno un ottimo rapporto prezzo/qualità e che sono stati oggetto di una attenta selezione.</p>
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		<title>Dermon Intimo</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 12:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Promozioni]]></category>
		<category><![CDATA[promozioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dermon Intimo è la soluzione detergente che assicura ogni giorno una corretta e delicata igiene intima. La sua specifica formulazione, a base di estratti vegetali e componenti ad azione atibatterica e antimicotica, protegge e ripristina gli equilibri intimi rispettando la cute e le mucose più sensibili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/dermon2.jpg"><img class="wp-image-3178 alignleft" title="dermon2" src="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/dermon2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><strong>Dermon Intimo</strong> è la soluzione detergente che assicura ogni giorno una corretta e delicata igiene intima. La sua specifica formulazione, a base di estratti vegetali e componenti ad azione atibatterica e antimicotica, protegge e ripristina gli equilibri intimi rispettando la cute e le mucose più sensibili.</p>
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		<title>118 &#8211; Testamento biologico e deontologia medica</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[Del Vecchio]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>
		<category><![CDATA[testamento biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE  Martedì 14 febbraio 2012 ore 16.30 Prof. Benedetto Del Vecchio &#8211; docente diritto privato Università di Cassino ABSTRACT DELLA CONFERENZA: Il testamento biologico, nel. linguaggio corrente, consiste nelle disposizioni fatte da persona fisica in merito al trattamento sanitario in previsione di una eventuale perdita della propria capacità di intendere e&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE  </em>Martedì 14 febbraio 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong>Prof. Benedetto Del Vecchio &#8211; docente diritto privato Università di Cassino</strong></p>
<p><strong>ABSTRACT DELLA CONFERENZA:</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il testamento biologico, nel. linguaggio corrente, consiste nelle disposizioni fatte da persona fisica in merito al trattamento sanitario in previsione di una eventuale perdita della propria capacità di intendere e di volere.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La parola &#8220;testamento&#8221; non è, a rigore, corretta, perché il testamento (art.587 codice civile) è un atto che ha per oggetto la sorte del patrimonio dopo il tempo in cui il testatore ha cessato di vivere. Nel testamento biologico, invece, l&#8217;atto dispositivo produce effetti durante la vita del disponente ed ha un oggetto diverso (il trattamento sanitario). Si parla, pertanto, e più esattamente, di <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">“</span><span style="font-family: Verdana;">direttive anticipate in previsione della incapacità&#8221; oppure </span></span>anche di &#8220;dichiarazioni anticipate di trattamento&#8221; (in tal senso art.3 del disegno di legge in esame presso il Parlamento italiano) o più semplicemente di &#8220;direttive anticipate&#8221; (in tal senso art.38 Codice Deontologia Medica&#8221; ).</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Nell&#8217;ordinamento italiano non c&#8217;è legge che regoli questo aspetto, e il legislatore è stato costretto a intervenire a seguito di decisioni della magistratura non limpide e per parecchi profili in conflitto con il sistema giuridico vigente (il caso di Eluana Englaro ne è un esempio ancora recente).</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Inoltre sul piano dei valori esistenziali dell&#8217;uomo, nella materia in esame, c&#8217;è un aperto contrasto fra una tensione ideologica che spinge a supervalutare la forza decisionale del singolo, con risvolti anche propensi alla eutanasia utilitaristica (rileva solo l&#8217;autonomia), con l&#8217;altra corrente di pensiero che assume l&#8217;uomo non solo come &#8220;singolo&#8221; ma anche soggetto &#8220;necessariamente sociale&#8221;<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">e, pertanto, data la delicatezza della materia a </span></span>causa dei rischi da intuibili derive socio-economico-politiche (come la storia lo ha già dimostrato) esclude l&#8217;autonomia ed esige una legislazione equilibrata comprimendo l&#8217;autonomia e prospettandola eteronomia.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Probabilmente <span style="font-family: Verdana;"><em><span style="font-family: Verdana,Italic;">in medio stat virtus </span></em><span style="font-family: Verdana;">e la ricerca di un equilibrio fra le due </span></span>opposte tendenze culturali è non solo legittima ma soprattutto necessaria.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Questo equilibrio lo si può già rinvenire nel testo del Codice Deontologico Medico del 16 dicembre 2006. Alcune norme infatti forniscono una serie di regole correlabili al diritto pubblico (sanitario), al diritto civile e al diritto penale. Si segnalano in particolare le norme degli articoli 16, 17, 18, 20, 23, 30, 33, 35 che offrono un quadro sistematico della disciplina del rapporto medico-paziente e, con riguardo specificamente alle direttive anticipate, il citato art. 38 in relazione anche alla previsione delle regole di assistenza dei malati terminali ed inguaribili ai sensi dell&#8217;art. 39 dello stesso Codice.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Probabilmente non occorre una legge <span style="font-family: Verdana;"><em><span style="font-family: Verdana,Italic;">ad hoc, </span></em><span style="font-family: Verdana;">perché questa è naturalmente </span></span>destinata ad essere il frutto sicuro di una compromissione partitica, nella quali di regola confluiscono pregiudiziali culturali. antropologiche e religiose, spesso radicalizzanti c/o già radicalizzate, che la stessa materia in esame non tollera, con tutte le difficoltà applicative e le esegesi distorte.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La riflessione si svilupperà sulle linee tracciate dal menzionato Codice Deontologico Medico, e sui limiti di tale percorso esegetico, soprattutto alla ricerca di un equilibrio ordina mentale, fermo restando il principio inerente ad ogni sistema sociale e giuridico e cioè quelle della tutela dei soggetti deboli, che è un principio d’ordine pubblico normativo inderogabile (anche in senso laico!).</p>
<p><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/scheda-anagrafica-relatori-del-vecchio-benedetto-sito.pdf">SCHEDA DEL RELATORE</a></p>
<a name=spwa></a><p><strong>Testamento biologico e deontologia medica - Rassegna stampa</strong> (2 photos)<br>15 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Testamento biologico e deontologia medica - Foto conferenza</strong> (26 photos)<br>15 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
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		<title>tau &#8211; marin</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Promozioni]]></category>
		<category><![CDATA[promozioni]]></category>

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		<description><![CDATA[tau &#8211; marin dentifricio antitartaro aiuta a prevenire la carie, riduce la formazione del tartaro, riforza lo smalto dei denti e tonifica e rinforza le gengive. tau &#8211; marin 12 erbe. L&#8217;azione tonificante e rifrescante delle 12 erbe, ciascuna con specifiche proprietà, unita alla totale utilizzazione del FLUORO garantita dalla formulazione in GEL, assicura una&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/taumarin.jpg"><img class="size-medium wp-image-3180 alignleft" title="taumarin" src="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/taumarin-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><strong>tau &#8211; marin dentifricio antitartaro </strong>aiuta a prevenire la carie, riduce la formazione del tartaro, riforza lo smalto dei denti e tonifica e rinforza le gengive.</p>
<p><strong>tau &#8211; marin 12 erbe. </strong>L&#8217;azione tonificante e rifrescante delle 12 erbe, ciascuna con specifiche proprietà, unita alla totale utilizzazione del FLUORO garantita dalla formulazione in GEL, assicura una corretta igiene di denti e gengive.</p>
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		<title>Elmex</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Promozioni]]></category>
		<category><![CDATA[promozioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dentifricio elmex SENSITIVE PLUS pulisce delicatamente i denti sensibili e i colletti dentali scoperti. Inoltre, l&#8217;esclusivo principio attivo fluoruro amminico forma uno strato protettivo intorno al colletto dentale sensibile contribuendo a proteggerlo efficacemente dagli stimoli esterni e dalle carie radicolare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/elmex.jpg"><img class="size-medium wp-image-3179 alignleft" title="elmex" src="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/elmex-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il dentifricio <strong>elmex SENSITIVE PLUS </strong>pulisce delicatamente i denti sensibili e i colletti dentali scoperti. Inoltre, l&#8217;esclusivo principio attivo fluoruro amminico forma uno strato protettivo intorno al colletto dentale sensibile contribuendo a proteggerlo efficacemente dagli stimoli esterni e dalle carie radicolare.</p>
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		<title>117 &#8211; C&#8217;era una volta la polio: il progetto &#8220;end polio now&#8221;</title>
		<link>http://www.farmaciaeuropa.eu/2012/02/117-cera-una-volta-la-polio-il-progetto-end-polio-now/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 11:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[Di Sarno]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>
		<category><![CDATA[polio]]></category>
		<category><![CDATA[rotary]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE Martedì 7 febbraio 2012 ore 16.30 dr. Raffaele Di Sarno &#8211; presidente della Commisione Rotary Foundation, Rotary Club Cassino &#8211; distretto 2080 ABSTRACT DELLA CONFERENZA: Che cosa è il Rotary? Il Rotary è un’associazione internazionale di imprenditori, dirigenti e professionisti che collaborano a progetti di volontariato e iniziative umanitarie promuovendo&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE </em>Martedì 7 febbraio 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong>dr. Raffaele Di Sarno &#8211; presidente della Commisione Rotary Foundation, Rotary Club Cassino &#8211; distretto 2080</strong></p>
<p><strong>ABSTRACT DELLA CONFERENZA:</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Che cosa è il Rotary? <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">Il Rotary è un’associazione internazionale di imprenditori, </span></span>dirigenti e professionisti che collaborano a progetti di volontariato e iniziative umanitarie promuovendo la buona volontà e la pace nel mondo. I Rotariani <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">– </span></span>circa 1,2 milioni, affiliati a più di 32.000 club in oltre 200 Paesi ed aree geografiche<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">– </span><span style="font-family: Verdana;">si prefiggono di promuovere elevati standard etici in ambito </span></span>professionale e di realizzare progetti per far fronte ai più urgenti problemi mondiali, come l&#8217;analfabetismo, le malattie, la fame, la povertà, la mancanza di acqua potabile ed i problemi ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Tramite la sua Fondazione, il Rotary International sponsorizza il più ampio programma di borse di studio internazionali, permettendo ogni anno a oltre 1.000 giovani “ambasciatori culturali” di studiare all’estero. In collaborazione con sette prestigiose università internazionali, inoltre, il Rotary finanzia borse di studio per un master in risoluzione dei conflitti e relazioni internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il Rotary è uno dei promotori dell&#8217;iniziativa di eradicazione globale della polio, a fianco dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, dell&#8217;Unicef e dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">PolioPlus è il programma principale del Rotary: quando sarà stato raggiunto l’obiettivo dell’eradicazione della polio, i soci del Rotary <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">avranno donato 850 </span></span>milioni di USD e innumerevoli ore di lavoro volontario per immunizzare oltre due miliardi di bambini in 122 Paesi.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Fondato nel 1905 a Chicago, il Rotary si è diffuso rapidamente nel resto del mondo. Apolitici e non confessionali, i Rotary club ammettono soci di ogni razza, cultura e credo che si riuniscono settimanalmente per coltivare rapporti personali e professionali e per discutere di temi e problemi di attualità.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La poliomielite (dal greco <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">πολιός</span><span style="font-family: Verdana;">, grigio e </span><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">μυελός</span><span style="font-family: Verdana;">, midollo), una volta </span></span>denominata paralisi infantile, o più comunemente polio, è una malattia virale acuta, altamente contagiosa, con manifestazioni diverse, le più gravi di tipo neurologico irreversibile. Dopo l&#8217;introduzione della vaccinazione avvenuta in Italia prima con il vaccino Salk (nel 1957) e poi con il vaccino Sabin (nel 1964) la malattia subì una drastica riduzione fino alla definitiva scomparsa di casi avvenuta all&#8217;inizio degli anni &#8217;80.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">“<span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">PolioPlus</span><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">”</span><span style="font-family: Verdana;">, il più ambizioso programma della storia del Rotary, costituisce la </span></span>componente di volontariato della partnership globale per l’eradicazione della polio. Da più di 20 anni il Rotary è alla guida di questa iniziativa globale per sconfiggere questa terribile malattia. Oggi il PolioPlus è universalmente riconosciuto come un modello di riferimento nell’ambito della cooperazione tra pubblico e privato per il perseguimento di obiettivi umanitari.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Oltre al suo supporto finanziario e all&#8217;impegno dei suoi volontari, il Rotary lavora per ottenere il sostegno da partner nel settore pubblico e privato. Questo include la campagna <span style="font-family: Verdana;"><em><span style="font-family: Verdana,Italic;">End Polio Now</span></em><span style="font-family: Verdana;">, ispirata dalle straordinarie </span></span>sovvenzioni ricevute dalla Fondazione Bill &amp; Melinda Gates.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Per sostenere gli sforzi per l’eradic<span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">azione della polio la Rotary Foundation </span></span>riceverà dalla Fondazione Bill &amp; Melinda Gates 355 milioni di dollari USA, a condizione che il Rotary raccolga 200 milioni di dollari USA entro il 2012.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Anche il Rotary Club di Cassino cui mi onoro di appartenere sta attivamente partecipando alla raccolta fondi per il programma End Polio Now con iniziative di solidarietà, pubblicità del progetto e salvadanai per la raccolta dei contributi. E’ con orgoglio che oggi possiamo dire che siamo il Club del Distretto 2080 (Lazio e Sardegna) che ha maggiormente contribuito alla raccolta fondi (e di ciò va un doveroso ringraziamento ai miei predecessori Presidenti della Commissione Rotary Foundation e a tutti i miei concittadini che con generosità ed affetto hanno dato il loro <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">contributo per la riuscita dell’iniziativa). L’iniziale </span></span>obbiettivo di fornire un numero di vaccini uguale ai 36000 abitanti di Cassino è stato ampiamente sorpassato!</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">E’ con orgoglio che posso annunciare che il <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">Rotary International è riuscito a </span></span>vincere la sfida di 200 milioni lanciata dalla Bill &amp; Melinda Gates Foundation a favore dell&#8217;eradicazione della polio, raccogliendo oltre 202,6 milioni di dollari al 17 gennaio.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">E’ in quest<span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">i momenti che si comprende , con onore ed orgoglio, cosa significa </span></span>essere rotariani. Servire al di sopra di ogni interesse personale! Questo è il motto del Rotary! Questo è il motivo ispiratore che spinge i rotariani nel mondo a mettere le proprie capacità, professionalità, esperienze umane e professionali al servizio degli altri per la realizzazione di iniziative che possano dare, a livello locale, come a livello internazionale, sostegno e aiuto, morale prima ancora che materiale, a chi si trova in stato di bisogno, siano essi bambini, malati, indigenti: persone che attraverso <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">l’azione del Rotary trovano sollievo alle loro </span></span>sofferenze o rimedio alle situazioni difficili che la vita ha loro riservato. Azione che ha come unico compenso il sorriso di chi ha ricevuto! Sorriso che più di ogni altra cosa è capace di emozionare e generare quella immensa forza che solo il <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">“dare” ècapace di “donare”! Nonostante la mia giovane età“rotariana” </span></span>ho avuto modo più volte di sperimentare queste gioie e soddisfazioni, tanto più forti quanto più frutto di importanti sacrifici per organizzare, concordare, programmare. Voglio dunque manifestare il mio orgoglio di appartenenza alla grande famiglia dei rotariani perché grazie a questa meravigliosa famiglia che si stringe intorno alla ruota, simbolo del lavoro, è possibile la realizzazione dei programmi, delle iniziative e dei progetti che ogni anno il Rotary porta a compimento. Ma il Rotary è stato per me anche molto altro! Una straordinaria e meravigliosa esperienza umana: la nascita di sincere amicizie, <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">l’a</span><span style="font-family: Verdana;">ffiatamento </span></span>con i soci del club e con i soci degli altri club che in questi anni ho incontrato e conosciuto. Ma anche una palestra di vita che tanto contribuisce giornalmente alla mia crescita umana e prof<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA">essionale, sia per l’esperienza di leadership </span></span>vissuta per l’assunzione dei compiti istituzionali <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">affidatimi, sia per il confronto </span></span>con moltissime realtà diverse, ognuna delle quali riserva spunti di riflessione e stimoli positivi. Questo è il Rotary che il mio Club mi ha insegnato e mi ha dato l’opportunità <span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;">di conoscere e vivere!</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Verdana;" lang="JA"><span style="font-family: Verdana;"><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/scheda-anagrafica-relatori-di-sarno-raffaele-sito.pdf">SCHEDA DEL RELATORE</a></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"> </p>
<a name=spwa></a><p><strong>C'era una volta la polio: il progetto "end polio now" - Rassegna stampa</strong> (4 photos)<br>9 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>C'era una volta la polio: il progetto "end polio now" - Foto conferenza</strong> (28 photos)<br>9 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>C'era una volta la polio: il progetto "end polio now" - Presentazione conferenza</strong> (32 photos)<br>9 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"> </p>
<p style="text-align: justify;" align="left"> </p>
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		<title>116 &#8211; Il medico di famiglia ed il ritorno delle emergenze sanitarie</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[emergenze sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Gargaro]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>
		<category><![CDATA[medico famiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE Martedì 31 gennaio 2012 ore 16.30 Dr. Alfonso Gargaro &#8211; Medico di famiglia, Tutor Scuola di formazione Medicina generale FIMG Regione Lazio ABSTRACT DELLA CONFERENZA: Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati dalla comparsa di un numero significativo di agenti nuovi o appena identificati, e dalla ricomparsa di malattie infettive con&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE </em>Martedì 31 gennaio 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong>Dr. Alfonso Gargaro &#8211; Medico di famiglia, Tutor Scuola di formazione Medicina generale FIMG Regione Lazio</strong></p>
<p><strong>ABSTRACT DELLA CONFERENZA:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati dalla comparsa di un numero significativo di agenti nuovi o appena identificati, e dalla ricomparsa di malattie infettive con impatto globale. Tra di essi ci sono agenti nuovi come l’HIV e la variante umana della malattia di Creutzfeldt-Jakob, microrganismi riemergenti come quelli responsabili di epidemie di febbri emorragiche virali in Africa, come gli agenti associati al bioterrorismo (es. la diffusione intenzionale di carbonchio negli Stati Uniti). Inoltre, l’espansione dei viaggi internazionali ha reso possibile un intensificarsi ed espandersi, talora ad elevata velocità, di agenti infettivi, come l&#8217; epidemia di infezioni da SARS-Coronavirus ha dimostrato in maniera drammatica. In alcuni casi, come per alcuni agenti con impatto potenziale grave e pandemico (es. influenza aviaria e suina) sono in atto sistemi di sorveglianza.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Malattie introdotte dal continente africano, nuovi ceppi di West Nile virus e malattie a rischio di introduzione non presenti in Europa quali Rift Valley fever. La ripresa di malattie come la tbc.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altra parte, i flussi migratori in ingresso in Italia da regioni in cui c’è alta endemia di patologie connesse allo stato di &#8220;rifugiati&#8221; come la tubercolosi o i flussi di ritorno di personale che a qualsiasi titolo ha prestato la propria opera all’estero (militare o civile), coinvolto in operazioni militari, di cooperazione internazionale o semplicemente impiegato all’estero su impianti di produzione, pone di fronte alla stessa sfida anche il personale del SSN coinvolto a qualsiasi titolo nella tutela della salute del cittadino, dal Medico di Medicina Generale agli Specialisti Ospedalieri.</p>
<p style="text-align: justify;">I farmaci hanno modificato il decorso e la prognosi di molte sindromi infettive, ma in alcuni casi hanno anche portato alla comparsa di chemioresistenza di alcuni microrganismi e alla virulentazione di batteri saprofiti o scarsamentE patogeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è così assistito all’emergere ed al progressivo diffondersi di quadri infettivi sostenuti da microrganismi prima praticamente estranei alla patologia umana.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ caduta l’illusione che la disponibilità di nuovi antibiotici sia in grado di risolvere ogni tipo di infezione e si è invece consolidata la convinzione della necessità di affrontare globalmente il problema con una strategia complessiva che riconosca nelle procedure di prevenzione e disinfezione uno strumento fondamentale di profilassi delle malattie infettive.</p>
<p style="text-align: justify;">L’imprevedibilità dei collegamenti tra ambiente, movimentazioni di uomini, animali e prodotti e malattie, suggerisce che la strategia più prudente sia la riduzione della vulnerabilità dell’uomo e degli animali. La comprensione dei collegamenti esistenti tra clima, ecosistemi e malattie infettive non è ancora del tutto chiara, per cui il continuo sviluppo e miglioramento delle tecniche diagnostiche e della capacità di analisi eco epidemiologica rappresenta uno strumento imprescindibile per acquisire informazioni utilizzabili nello sviluppo e nell’applicazione di sistemi e di reti di sorveglianza nonché di sistemi di allerta rapida che a loro volta rappresentano in tale contesto l’unico modo sostenibile per proteggere la salute dell’uomo e degli animali e dell’ecosistema più in generale. </p>
<p style="text-align: justify;">Aumento della popolazione mondiale. la popolazione umana si espande, si sposta attraverso i continenti, varie razze si mescolano e i microrganismi si trasferiscono in nuove nicchie. Il sistema della globalizzazione ha rimesso in gioco il determinismo delle malattie infettive, con l’emergere di nuove patologie e la ricomparsa di altre, che sembravano destinate a ridursi o addirittura ad estinguersi. Per individuare ed ostacolare la diffusione di infezioni emergenti e riemergenti e&#8217; importante il ruolo del Medico di Famiglia che e&#8217; il primo contatto del cittadino con il SSN. È quasi sempre il medico di Medicina generale (MMG) – o come si diceva qualche anno fa il &#8220;medico di famiglia&#8221;– la prima figura professionale sanitaria alla quale si rivolge il paziente affetto da sintomi spesso inizialmente aspecifici e ritenuti di scarsa importanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/02/scheda-anagrafica-relatori-gargaro-alfonso-sito.pdf">SCHEDA DEL RELATORE</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name=spwa></a><p><strong>Il medico di famiglia ed il ritorno delle emergenze sanitarie - Rassegna stampa</strong> (2 photos)<br>3 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p></p>
<a name=spwa></a><p><strong>Il medico di famiglia ed il ritorno delle emergenze sanitarie - Foto conferenza</strong> (10 photos)<br>3 febbraio 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>10 domande sulla fitoterapia</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curarsi naturalmente]]></category>
		<category><![CDATA[curarsi naturalmente]]></category>
		<category><![CDATA[fitoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricciuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;aiuto del Dott. Sergio Ricciuti cercheremo di dare risposte esaurienti alle tante domande che ogni giorno ci facciamo sull&#8217;uso delle piante medicinali&#8230;&#8230;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;aiuto del Dott. Sergio Ricciuti cercheremo di dare risposte esaurienti alle tante domande che ogni giorno ci facciamo sull&#8217;uso delle piante medicinali&#8230;&#8230;.</p>
<p><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/01/10-domande-sulla-fitoterapia-colori.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3127" title="10 domande sulla fitoterapia (colori)" src="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/01/10-domande-sulla-fitoterapia-colori-738x1024.jpg" alt="" width="603" height="1014" /></a></p>
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