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	<title>Farmacia Europa Cassino &#187; Incontri a tema</title>
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	<description>la farmacia che si prende cura di te</description>
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		<title>128 &#8211; Primo intervento nella traumatologia sportiva</title>
		<link>http://www.farmaciaeuropa.eu/2012/05/128-primo-intervento-nella-traumatologia-sportiva/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 14:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[trauma]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE Martedì 24 aprile ore 16.30 Dr. Roberto Speciale &#8211; specialista ortopedia e traumatologia dello sport     Per vedere tutte le diapositive della conferenza basta cliccare QUI    ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE </em>Martedì 24 aprile ore 16.30</strong></p>
<p><strong>Dr. Roberto Speciale &#8211; specialista ortopedia e traumatologia dello sport</strong></p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Primo intervento nella traumatologia sportiva - Rassegna stampa</strong> (1 photos)<br>27 aprile 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Primo intervento nella traumatologia sportiva - Foto dell'incontro</strong> (18 photos)<br>27 aprile 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<a name=spwa></a><p><strong>Primo intervento nella traumatologia sportiva - Anteprima diapositive</strong> (9 photos)<br>27 aprile 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://picasaweb.google.com/113853491921564750676/PrimoInterventoNellaTraumatologiaSportivaDiapositive#">Per vedere tutte le diapositive della conferenza basta cliccare QUI</a></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p> <a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/05/Speciale-qr-code.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3448" title="Speciale qr code" src="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/05/Speciale-qr-code-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>127 &#8211; Dallo sballo alla tossicodipendenza al recupero</title>
		<link>http://www.farmaciaeuropa.eu/2012/04/127-dallo-sballo-alla-tossicodipendenza-al-recupero/</link>
		<comments>http://www.farmaciaeuropa.eu/2012/04/127-dallo-sballo-alla-tossicodipendenza-al-recupero/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 07:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[EXODUS]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>
		<category><![CDATA[Maccaro]]></category>
		<category><![CDATA[tossicodipendenza]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE Martedì 17 aprile 2012 ore 16.30 Luigi Maccaro &#8211; Responsabile comunità EXODUS, Presidente AG. capitolina tossicodipendenze       &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE </em>Martedì 17 aprile 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong>Luigi Maccaro &#8211; Responsabile comunità EXODUS, Presidente AG. capitolina tossicodipendenze</strong></p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Dallo sballo alla tossicodipendenza al recupero - Rassegna stampa</strong> (4 photos)<br>18 aprile 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Dallo sballo alla tossicodipendenza al recupero - Foto conferenza</strong> (24 photos)<br>18 aprile 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Dallo sballo alla tossicodipendenza al recupero - Diapositive</strong> (8 photos)<br>18 aprile 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/04/QR-Code-Maccaro.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3430" title="QR Code Maccaro" src="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/04/QR-Code-Maccaro-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>126 &#8211; Il disagio giovanile e la febbre del sabato sera</title>
		<link>http://www.farmaciaeuropa.eu/2012/04/126-il-disagio-giovanile-e-la-febbre-del-sabato-sera/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 08:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[Del Maestro]]></category>
		<category><![CDATA[disagio giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE Martedì 10 aprile 2012 ore 16.30 Dr.ssa Marisa Del Maestro &#8211; Psicologa, terapia cognitivo &#8211; comportamentale ALLA FONTE DEL DISAGIO La sofferenza dei giovani ha molte tinte. A volte terribilmente oscure, altre meno e dai toni più sfumati. Ma quando gli adolescenti soffrono, dentro le loro vite, vi sono sempre&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE </em>Martedì 10 aprile 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong>Dr.ssa Marisa Del Maestro &#8211; Psicologa, terapia cognitivo &#8211; comportamentale</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">ALLA FONTE DEL DISAGIO</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La sofferenza dei giovani ha molte tinte. A volte terribilmente oscure, altre meno e dai toni più sfumati. Ma quando gli adolescenti soffrono, dentro le loro vite, vi sono sempre storie di estrema solitudine e d&#8217;isolamento. Sovente in queste adolescenze c&#8217;è una matassa ingarbugliata di fili e parecchi nodi da sciogliere, si annidano paure irrisolte e relazioni complesse che si sono raggrumate nel tempo. Le manovre per uscire dal porto tranquillo della fanciullezza, dove il giovane a sostato a lungo, sono sempre complicate per tutti, ma quando un adolescente si trova a compierle da solo senza &#8220;un orecchio che sappia ascoltare&#8221; cioè senza qualcuno con cui condividere il timone, può prevalere un&#8217;angoscia densa e insidiosa oppure un&#8217;acuta paura del futuro e un temibile senso di inutilità. Questi sentimenti di solito si manifestano come malessere fisico, tristezza o vera e propria depressione, in qualche caso giungono fino al rifiuto di vivere.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Vi è ovviamente differenza tra il malessere fisiologico della crisi adolescenziale in crisi. Nel primo caso si tratta, di una fatica, la fatica di crescere, data del percorso di maturazione che è impegnativo, lento ma inevitabile; nel secondo invece vi è una una sofferenza che può essere acuta e bloccare il processo di evoluzione o può condurre nel vicolo cieco della disperazione che non ha soluzione.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">In ogni adolescente domina la sensazione nascosta di non farcela ad affrontare i problemi e le difficoltà della vita. Di fronte a essi egli può indietreggiare o ritirarsi perchè non sa quali strategie servano per superarli, e può perdere la fiducia perché gli mancano gli strumenti per dare un senso alle cose. Ma alla fine, se non vi sono gravi compromissioni mentali o psichiche, anche dopo una lunga battuta d&#8217;arresto, di solito l&#8217;adolescente riprende il cammino, si rimette in moto.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Se dentro la sua esistenza invece vi sono vuoti e fratture, traumi mai sanati e soprattutto se mancano, come spesso sono mancate nel passato, le sponde contenitrici della famiglia e il calore degli affetti che non hanno alimentato le sue sicicurezze, allora il percorso può divenire aspro e duro. La solitudine, esperienza frequente tra i giovani che stanno male, travolge o paralizza e chi non è in grado di aprirsi un varco, nell&#8217;intricata boscaglia che sta attraversando, si perde soprattutto se non ha un sostegno o una guida.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">L&#8217;adolescente solo, invece, è in questa situazione: smarrito. Tuttavia ve ne sono alcuni che scivolano e si fermano, che cadono lungo una scarpata e si fanno male. Quando questo accade è una sofferenza profonda quella che si manifesta, a volte devastante, irrimediabile o che comunque può richiedere interventi complessi e lunghi di ordine sia medico che psicologo. Molte volte è un disagio che rimane occultato e nascosto come un fiume sotterraneo che, all&#8217;improvviso, esce e sembra cogliere di sorpresa. Ma è solitamente l&#8217;impressione di coloro che non hanno saputo vedere, che non hanno ascoltato o erano distratti, che si sono dimenticati di seguire l&#8217;adolescente e guidarlo oltre la palude. Se si va, infatti, a osservare con più attenzione il disagio giovanile, non è difficile scoprire che si annida dentro le vite di quei giovani soli che si portano appresso uno spazio vuoto fatto di poche aspettative e limitati progetti. Lo troviamo sprofondato nelle maglie strette dei segreti di famiglia che l&#8217;adolescente, con il suo acuto malessere, tenta di rompere e di far esplodere.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Quando un adolescente soffre e sta male, la sua sofferenza può essere comunicata in mille modi diversi: attraverso il corpo e senza parole, con la condotta e i comportamenti disturbati e disturbanti. In ogni caso è sempre necessario saper leggere e cogliere per tempo quei segnali e tutti messaggi che egli invia senza lasciarli cadere nel vuoto. Perché questa assenza di attenzione è terribile, svuota la fiducia e annienta i sogni e le speranze. Molti dei ragazzi che finiscono nella depressione o si perdono nella violenza e nella distruttività dei gesti avrebbero avuto bisogno di trovare accanto, nel loro viaggio, adulti capaci di ascoltarli e invece non hanno trovato nessuno nelle immediate vicinanze. Avrebbero avuto la necessità di sapere che chi stava loro vicino, in particolare i genitori, fossero capaci di aiutarli a riempire quei vuoti di prospettiva con speranza e fiducia, o dessero loro la possibilità di far crescere i desideri non di soddisfare solo i bisogni.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Invece si sono trovati soli. La solitudine, appunto. Quella sensazione avvilente di non essere nei pensieri di nessuno, di non contare nulla, fa perdere l&#8217;orientamento e fa smarrire come in un deserto arido e torrido. La solitudine toglie energia, desidrata il corpo e la mente e genera una febbre pericolosa che a volte raggiunge livelli elevati e si rivela nel corpo, nei pensieri, nell&#8217;anima. Nella solitudine crescono la rabbia e l&#8217;odio verso se stessi e verso il mondo. Allora questi giovani imparano nel gruppo a condividere le proprie insoddisfazioni, il sabato sera si trasforma in trasgressione, gusto per il rischio, ricerca dell&#8217;anestesia emozionale. I riti diventano lo sballo e il divertimento a tutti i costi, le uscite serali e il senso d&#8217;onnipotenza coprono insicurezze e fragilità. Tutto viene agito con l&#8217;obiettivo di evitare il dolore mentale. Questa sorta di fuga dalla mente a lo scopo di distaccare il SE&#8217; dal Pensiero, dall&#8217;emozione. Il sabato sera offre a questi giovani false alternative con gravi pericoli sia psichici che fisici. Il divertimento è un falso dio. La falsità viene confusa con la &#8220;bellezza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/04/scheda-anagrafica-relatori-del-maestro-marisa-sito.pdf">SCHEDA DEL RELATORE</a></p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Il disagio giovanile e la febbre del sabato sera - Rassegna stampa</strong> (2 photos)<br>12 aprile 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Il disagio giovanile e la febbre del sabato sera - Foto conferenza</strong> (13 photos)<br>12 aprile 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<a name=spwa></a><p><strong>Il disagio giovanile e la febbre del sabato sera - Diapositive</strong> (17 photos)<br>12 aprile 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<p><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/04/QR-Code.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3417" title="QR Code" src="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/04/QR-Code-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		</item>
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		<title>125 &#8211; Le patologie dell&#8217;anca: dalla prevenzione alla chirurgia</title>
		<link>http://www.farmaciaeuropa.eu/2012/04/125-le-patologie-dellanca-dalla-prevenzione-alla-chirurgia/</link>
		<comments>http://www.farmaciaeuropa.eu/2012/04/125-le-patologie-dellanca-dalla-prevenzione-alla-chirurgia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 09:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[anca]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>
		<category><![CDATA[Ruo]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE Martedì 3 aprile 2012 ore 16.30 Dr. Pasquale Ruo &#8211; Dirigente medico I livello Ospedale &#8220;SS Trinità&#8221; Sora       DIAPOSITIVE CONFERENZA  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE </em>Martedì 3 aprile 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong>Dr. Pasquale Ruo &#8211; Dirigente medico I livello Ospedale &#8220;SS Trinità&#8221; Sora</strong></p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Le patologie dell'anca: dalla prevenzione alla chirurgia - Rassegna stampa</strong> (2 photos)<br>11 aprile 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Le patologie dell'anca: dalla prevenzione alla chirurgia - Foto conferenza</strong> (37 photos)<br>11 aprile 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Le patologie dell'anca: dalla prevenzione alla chirurgia - Diapositive</strong> (9 photos)<br>11 aprile 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://picasaweb.google.com/113853491921564750676/LePatologieDellAncaDallaPrevenzioneAllaChirurgiaDiapositiveConferenza#">DIAPOSITIVE CONFERENZA</a></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/04/QR-code.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3404" title="QR code" src="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/04/QR-code-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>124 &#8211; Le patologie del ginocchio dalla prevenzione alla chirurgia</title>
		<link>http://www.farmaciaeuropa.eu/2012/03/124-le-patologie-del-ginocchio-dalla-prevenzione-alla-chirurgia/</link>
		<comments>http://www.farmaciaeuropa.eu/2012/03/124-le-patologie-del-ginocchio-dalla-prevenzione-alla-chirurgia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 07:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[ginocchio]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>
		<category><![CDATA[Ventura]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE Martedì 27 marzo 2012 ore 16.30 Dr. Massimo Ventura &#8211; già primario ortopedia ICOT Latina APPUNTI DELLA CONFERENZA: Il ginocchio è una articolazione molto complessa. In modo molto semplificato si può affermare che il ginocchio è formato da una parte strutturale composta da femore, tibia e rotula; da una parte&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE </em>Martedì 27 marzo 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong>Dr. Massimo Ventura &#8211; già primario ortopedia ICOT Latina</strong></p>
<p><strong>APPUNTI DELLA CONFERENZA:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il ginocchio è una articolazione molto complessa. In modo molto semplificato si può affermare che il ginocchio è formato da una parte strutturale composta da femore, tibia e rotula; da una parte legamentosa, da un menisco (che ha la funzione di ammortizzare gli spostamenti del ginocchio). Tutta la parte strutturale (femore, tibia e rotula) è rivestita da uno strato cellulare chiamato cartilagine. Infine l’articolazione del ginocchio viene attivata, quindi messa in movimento, dai muscoli che la circondano.</p>
<p style="text-align: justify;">I principali problemi, per quanto riguarda le patologie del ginocchio, nascono dall’usura del sottile strato di cartilagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Una prima classificazione per quanto riguarda le patologie del ginocchio viene effettuata andando ad esaminare morfologia. I difetti morfologici posso presentarsi sin dalla nascita, questi possono essere:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>GINOCCHIO VARO (porta ad avere le gambe curve)</li>
<li>GINOCCHIO VALGO (porta ad avere le gambe ad x)</li>
<li>GINOCCHIO DISASSIATO (si consuma velocemente la cartilagine)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Tutte queste patologie portano all’usura della cartilagine e posso essere aggravate da un sovraccarico del ginocchio.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle patologie morfologiche esistono anche altri tipi di patologie. Una è quella post-traumatica in seguito alla frattura dell’articolazione (rotula, tibia, femore). Per questo tipo di patologie anche se si guarisce perfettamente e si  riacquista quasi la piena mobilità che si aveva prima del trauma, non si riesce mai ad avere un recupero del 100%.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono anche le patologie degenerative artrosiche e reumatiche. La degenerazione da artrosi è prevedibile ma non evitabile. Per questo tipo di patologia l’eccesso di peso è dannoso, specialmente con ginocchio varo o valgo. Per prevenire questa patologia si può effettuare attività fisica (nuoto, ginnastica, bici) ma non bisogna eccedere, altrimenti si va a sovraccaricare il ginocchio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro tipo di patologia è il sovraccarico sportivo o lavorativo: se il ginocchio effettua cicli di lavoro elevati e brevi pause di riposo, il risultato è l’infiammazione della cartilagine e la successiva usura.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro capitolo che riguarda il ginocchio sono le fratture meniscali e legamentose. Le fratture meniscali vengono trattate a livello miniinvasivo e ci sono dei tempi di recupero minimi. Prima si arrivava addirittura all’ingessatura e tempi di recupero che duravano mesi. Per quanto riguarda i legamenti, quello più importante è il legamento crociato anteriore che rende solidale il femore con la tibia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per effettuare una buona diagnosi devono essere effettuati esami specifici. Molte volte si effettuano indagini, superflue e costose, che non servono ai fini della diagnosi. Lo strumento principalmente utilizzato sono le immagini diagnostiche:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>RX (devono essere effettuati se si è in presenza di fratture e artrosi)</li>
<li>TAC (osservare più nel dettaglio la parte ossea)</li>
<li>Risonanza Magnetica (deve essere effettuate se bisogna osservare legamenti e menisco)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni si è sviluppato un altro tipo di indagine: l’artroscopia. Quest’ultima consente di vedere, dall’interno, come stanno le cose fornendo una immagine non in 2D, come i referti tradizionali, ma in 3D, cioè tridimensionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le cure possono essere mediche o chirurgiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il ginocchio non è più recuperabile dal punto di vista medico si procede con l’installazione delle protesi. La protesi è composta da tre pezzi. Due pezzi in lega di metallo che andranno ancorati al femore e alla tibia ed un pezzo di resina (polietilene) che è interposto tra i due pezzi di metallo. Il pezzo di resina, oppure l’osso a cui è ancorato il pezzo metallico, potrebbero usurasi e quindi richiedere la sostituzione della protesi. Fortunatamente negli ultimi anni, con l’avvento di materiali innovativi, questa possibilità è diventata remota. Non trattandosi di materiali organici non c’è nessun rischio di rigetto per quanto riguarda la protesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ultimo argomento riguarda i trapianti di cartilagine. Si possono effettuare, ma questa tecnica non ha riscontrato molti esiti positivi perché la cartilagine trapiantata non attecchisce né sulla tibia né sulla rotula ma solo sul femore in presenza di piccole lesioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/03/scheda-anagrafica-relatori-ventura-sito.pdf">SCHEDA DEL RELATORE</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name=spwa></a><p><strong>Le patologie del ginocchio dalla prevenzione alla chirurgia - Rassegna stampa</strong> (2 photos)<br>28 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p style="text-align: justify;"><a name=spwa></a><p><strong>Le patologie del ginocchio dalla prevenzione alla chirurgia - Foto conferenze</strong> (31 photos)<br>28 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p style="text-align: justify;"><a name=spwa></a><p><strong>Le patologie del ginocchio dalla prevenzione alla chirurgia - Protesi del ginocchio</strong> (14 photos)<br>28 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/03/QRCode-patologie-ginocchio1.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3367" title="QRCode patologie ginocchio" src="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/03/QRCode-patologie-ginocchio1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		</item>
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		<title>123 &#8211; Il dolore, conoscerlo e gestirlo</title>
		<link>http://www.farmaciaeuropa.eu/2012/03/123-il-dolore-conoscerlo-e-gestirlo/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 08:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri a tema]]></category>
		<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>
		<category><![CDATA[Orezzi]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE Martedì 20 marzo 2012 ore 16.30 Dr. Claudio Orezzi &#8211; Specialista in anestesia  ABSTRACT DELLA CONFERENZA: L’uomo nasce e, spesso, muore provando dolore. Possiamo dire che questa sensazione, magari, sotto la sua forma più generica di sofferenza, ci accompagna durate l’intera nostra esistenza. Gli sforzi che compiamo per tenerla lontana&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE </em>Martedì 20 marzo 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong>Dr. Claudio Orezzi &#8211; Specialista in anestesia </strong></p>
<p><strong>ABSTRACT DELLA CONFERENZA:</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">L’uomo nasce e, spesso, muore provando dolore. Possiamo dire che questa sensazione, magari, sotto la sua forma più generica di sofferenza, ci accompagna durate l’intera nostra esistenza. Gli sforzi che compiamo per tenerla lontana sono così legati al nostro essere <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">“umani” che il più delle volte </span></span>non ci accorgiamo nemmeno di compierli. Il nostro organismo è costruito sia per provare dolore che per allontanarlo. È quindi una sensazione complessa che troppo spesso, semplicisticamente, affermiamo essere inutile o dannoso. È sbagliato: il dolore non è ne’ inutile, ne’ dannoso. È necessario per poter v<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">ivere </span></span>in sicurezza. Un esempio che potrebbe sembrare banale ma basta pensarci un momento per capire che banale non è: se non ci fosse il dolore come capiremmo che, invece del salame, ci stiamo affettando un dito?</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Dunque questo vorrebbe dire che lo dobbiamo accettare senza contrastarlo? Sicuramente no. Come per tante esperienze della vita, anche per il dolore dobbiamo imparare a gestirlo: utilizzarne il contributo quando è utile, eliminarlo quando è inutile o dannoso. Questo vale per tutti: professionisti della salute e non. Il dolore non tiene in nessun conto la professione, il successo, la ricchezza, la povertà. È una sensazione “democratica”. Quello che cambia, è la possibilità di accedere agli strumenti per combatterlo quando diventa inutile o dannoso. Purtroppo questi strumenti non sono disponibili per tutti ma non, come a prima vista si potrebbe pensare, solo per motivi economici bensì per motivi culturali. Un esempio? Eccolo, il più semplice. Ancora oggi, il farmaco più efficace per combattere la maggior parte dei dolori gravi (non solo quelli del cancro) è la morfina, derivato dell’oppio. Ebbene, il costo all’origine di questa sostanza è di un centesimo di dollaro ogni grammo. Con un grammo di morfina si producono 100 fiale di soluzione iniettabile. 1 fiala da 10 mg costa al dettaglio 0,49 centesimi di euro (fonte: Molteni farmaceutici). Nonostante questo costo bassissimo sapete qual è il posto dell’Italia <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">in Europa nel consumo </span><span style="font-family: Verdana;">di morfina? All’ultimo. </span><span style="font-family: Verdana;">Contemporaneamente, </span></span>siamo ai primi posti nel mondo p<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">er l’uso dei FANS (es.: nimesulide – </span><span style="font-family: Verdana;">Aulin) e </span></span>siamo i più disinformati sugli effetti collaterali, spesso drammatici, che l’uso di questi provocano in chi li utilizza cronicamente.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">È evidente che il problema principale è, come spesso accade, di tipo culturale: non conosciamo e, quindi, non usiamo. Troppo spesso sanitari e cittadini sono vittime di preconcetti contro l’uso della morfina e degli oppiacei (&#8220;diventi un tossico<em><span style="font-family: Verdana,Italic;"><span style="font-family: Verdana;">”, “si usa solo quando stai per morire”, “ se serve la morfina allora vuol </span></span></em>dire che no<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">n c’è più nulla da fare”) eppure siamo ai primi posti in Europa per il </span></span>consumo di droghe di abuso (es.: cocaina, eroina, cannabis, amfetamine, etc). Quindi: per il dolore grave NO… ma per sballarsi…</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Vista la complessità del quadro<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">, denunciata anche dall’Or</span><span style="font-family: Verdana;">ganizzazione Mondiale </span></span>della Sanità, lo scopo di questo incontro è proprio quello di consentire anche ad un pubblico di non addetti, di avvicinarsi alla comprensione dei meccanismi che sono alla base della sensazione dolorosa e delle procedure più corrette per affrontare il dolore quando diventa inutile o dannoso. Il controllo dei diversi tipi di dolore è un obiettivo descritto tra quelli prioritari in una legge apposita approvata all’unanimità dal Parlamento nel 2010 e confermato <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">come tale dal </span></span>Ministero della Salute anche per i prossimi anni e dobbiamo tutti operare perché sia raggiunto al più presto per dare serenità a tanti che soffrono inutilmente per colpa di conoscenze insufficienti ed errati preconcetti.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/03/scheda-anagrafica-relatori-orezzi-sito.pdf">SCHEDA DEL RELATORE</a></p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Il dolore, conoscerlo e gestirlo - Rassegna stampa</strong> (2 photos)<br>22 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<a name=spwa></a><p><strong>Il dolore, conoscerlo e gestirlo - Foto conferenza</strong> (26 photos)<br>22 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Il dolore, conoscerlo e gestirlo - Diapositive conferenza</strong> (30 photos)<br>22 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<p><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/03/dolore.png"><img class="aligncenter  wp-image-3344" title="dolore" src="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/03/dolore-300x300.png" alt="" width="264" height="253" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"> </p>
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		<title>Omaggio a Cassino</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 11:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[Cassino]]></category>
		<category><![CDATA[foto storiche]]></category>
		<category><![CDATA[Mangiate]]></category>

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		<description><![CDATA[Omaggio a Cassino giovedì 15 marzo 2012 ore 16.30                             Cento foto, dai primi del 900&#8242; fino agli anni &#8217;55 commentate da Alberto Mangiante           PER VISUALIZZARE L&#8217;ALBUM FOTOGRAFICO BASTA CLICCARE QUI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Omaggio a Cassino giovedì 15 marzo 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong></strong> <br />
<object width="611" height="321" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" /><param name="flashvars" value="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2F113853491921564750676%2Falbumid%2F5720446179966378529%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /><embed width="611" height="321" type="application/x-shockwave-flash" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2F113853491921564750676%2Falbumid%2F5720446179966378529%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /></object>                         </p>
<p>Cento foto, dai primi del 900&#8242; fino agli anni &#8217;55 commentate da <strong>Alberto Mangiante</strong></p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 1</strong> (9 photos)<br>16 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 2</strong> (9 photos)<br>16 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 3</strong> (9 photos)<br>16 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 4</strong> (9 photos)<br>16 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 5</strong> (9 photos)<br>16 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 6</strong> (9 photos)<br>16 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 7</strong> (9 photos)<br>19 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 8</strong> (9 photos)<br>19 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 9</strong> (9 photos)<br>19 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 10</strong> (9 photos)<br>19 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 11</strong> (9 photos)<br>19 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 12</strong> (9 photos)<br>19 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Omaggio a Cassino parte 13</strong> (9 photos)<br>19 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<p><a href="https://picasaweb.google.com/116303183946049119924/OmaggioACassino?authuser=0&amp;authkey=Gv1sRgCN_azKC7o--s2gE&amp;feat=directlink ">PER VISUALIZZARE L&#8217;ALBUM FOTOGRAFICO BASTA CLICCARE QUI</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>122 &#8211; La capacità di intendere e volere: aspetti giuridici</title>
		<link>http://www.farmaciaeuropa.eu/2012/03/122-la-capacita-di-intendere-e-volere-aspetti-giuridici/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 09:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri a tema]]></category>
		<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[aspetti giuridici]]></category>
		<category><![CDATA[Di Vizio]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>
		<category><![CDATA[intendere e volere]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE Martedì 13 marzo 2012 ore 16.30 Avv. Riccardo Ernesto Di Vizio &#8211; professore a.c. Diritto Penale Università degli Studi di Cassino ABSTRACT DELLA CONFERENZA: La malattia mentale quale causa di esclusione della imputabilità di un reato. Ogni individuo, raggiunta la maturità mentale, dispone di qualità naturali che lo pongono in&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE </em>Martedì 13 marzo 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong>Avv. Riccardo Ernesto Di Vizio &#8211; professore a.c. Diritto Penale Università degli Studi di Cassino</strong></p>
<p><strong>ABSTRACT DELLA CONFERENZA:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La malattia mentale quale causa di esclusione della imputabilità di un reato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni individuo, raggiunta la maturità mentale, dispone di qualità naturali che lo pongono in grado di regolare consapevolmente e liberamente le proprie azioni, acquisisce la capacità mentale ed ai sensi dell’art 85 del codice penale puo’ essere ritenuto capace di intendere e di volere e pertanto imputabile del reato commesso.</p>
<p style="text-align: justify;">La capacità mentale rappresenta il supporto naturale dell&#8217;imputabilità, la si ritrova nel momento formativo della legge perchè destinata ad un soggetto in grado di apprezzare il comando e di osservarlo (capacità di obbligo); nel momento commissivo del reato, in quanto la violazione deve essere cosciente e volontaria (capacità di colpevolezza); nel momento esecutivo del rapporto penale (capacità di pena).</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto al contenuto della formula normativa dettata dall’art. 85 del codice sostanziale, la capacità di intendere pacificamente si riconosce nella idoneità del soggetto a rendersi conto del valore delle proprie azioni, ad “orientarsi nel mondo esterno secondo una percezione non distorta della realtà”, e quindi nella capacità di rendersi conto del significato del proprio comportamento e di valutarne conseguenze e ripercussioni, ovvero di proporsi “una corretta rappresentazione del mondo esterno e della propria condotta” (Cass., Sez. I, n. 13202/1990); mentre la capacità di volere consiste nella idoneità del soggetto medesimo “ad autodeterminarsi, in relazione ai normali impulsi che ne motivano l’azione, in modo coerente ai valori di cui è portatore”, “nel potere di controllare gli impulsi ad agire e di determinarsi secondo il motivo che appare più ragionevole o preferibile in base ad una concezione di valore”, nella attitudine a gestire “una efficiente regolamentazione della propria, libera auto-determinazione” (Cass., Sez. I, n. 13202/1990, cit.), in sostanza nella capacità di intendere i propri atti (nihil volitum nisi praecognitum).</p>
<p style="text-align: justify;">Le Corti giudiziarie affrontano sovente il problema del riconoscimento della portata “invalidante” o meno sulla capacità di intendere e di dovere delle anomalie mentali, affermando di volta in volta che le anomalie che influiscono sulla capacità di intendere e di volere sono solo le malattie mentali in senso stretto, cioè le insufficienze cerebrali originarie o quelle derivanti da conseguenze stabilizzate di danni cerebrali di varia natura, nonché le psicosi acute o croniche, contraddistinte, queste ultime, da un complesso di fenomeni psichici che differiscono da quelli tipici di uno stato di normalità per qualità e non per quantità”, sicché “esula dalla nozione di infermità mentale il gruppo delle cosiddette abnormità psichiche, come le nevrosi e le psicopatie, che non sono indicative di uno stato morboso e si sostanziano in anomalie del carattere non rilevanti ai fini dell’applicabilità degli artt. 88 e 89 c.p., in quanto hanno natura transeunte, si riferiscono alla sfera psico-intellettiva e volitiva e costituiscono il naturale portato di stati emotivi e passionali” (Cass., Sez. VI, n. 26614/2003); le manifestazioni di tipo nevrotico, depressive, i disturbi della personalità, comunque prive di un substrato organico, la semplice insufficienza mentale “non sono idonee a dare fondamento ad un giudizio di infermità mentale…” (Cass., Sez. I, n. 7523/1991); solo “l’infermità mentale avente una radice patologica e fondata su una causa morbosa può fare escludere o ridurre, con la capacità di intendere e di volere, l’imputabilità, mentre tutte le anomalie del carattere, pur se indubitabilmente incidono sul comportamento, non sono idonee ad alterare nel soggetto la capacità di rappresentazione o di autodeterminazione” (Cass., Sez. I, n. 13202/1990); l’eventuale difetto di capacità intellettiva determinata da semplici alterazioni caratteriali e disturbi della personalità resta priva di rilevanza giuridica (Cass., Sez. V, n. 1078/1997); le semplici anomalie del carattere o i disturbi della personalità non influiscono sulla capacità di intendere e di volere, “in quanto la malattia di mente rilevante per l’esclusione o per la riduzione dell’imputabilità è solo quella medico-legale, dipendente da uno stato patologico veramente serio, che comporti una degenerazione della sfera intellettiva e volitiva dell’agente” (Cass., Sez. I, n. 10422/1997).</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, dovendosi distinguere tra psicosi e psicopatia, si rileva che solo la prima è da annoverare nell’ambito delle malattie mentali, mentre la seconda va considerata una mera “caratteropatia”, ovvero una anomalia del carattere, non incidente sulla sfera intellettiva e, quindi, inidonea ad annullare o fare grandemente scemare la capacità di intendere e di volere (Cass., Sez. I, n. 299/1991).</p>
<p style="text-align: justify;">Per tali ragioni, non vengono ricomprese tra le cause di diminuzione od eliminazione della imputabilità le c.d. “reazioni a corto circuito”, in quanto collegate a condizioni di turbamento psichico transitorio non dipendente da causa patologica, ma emotiva o passionale (Cass., Sez. I, n. 9701/1992).</p>
<p>Altra volta si è rilevato che gli stati emotivi e passionali possono incidere, in modo più o meno incisivo, sulla lucidità mentale del soggetto agente, ma tanto non comporta, per espressa previsione normativa, la diminuzione della imputabilità; perché tali stati assumano rilievo, al riguardo, è necessario un quid pluris, che, associato ad essi, si sostanzi in un fattore determinante un vero e proprio stato patologico, sia pure transeunte e non inquadrabile nell’ambito di una precisa classificazione nosografica: e l’esistenza o meno di tale fattore “va accertata sulla base degli apporti della scienza psichiatrica la quale, tuttavia, nella vigenza dell’attuale quadro normativo e nella sua funzione di supporto alla decisione giudiziaria, non potrà mai spingersi al punto di attribuire carattere di infermità (come tale rilevante, ai sensi degli artt. 88 e 89 c.p.), ad alterazioni transeunti della sfera psico-intellettiva che costituiscano il naturale portato degli stati emotivi e passionali di cui sia riconosciuta l’esistenza” (Cass., Sez. I, n. 967/1997).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/03/scheda-relatori-avv.-di-vizio.pdf">SCHEDA DEL RELATORE</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name=spwa></a><p><strong>La capacità di intendere e volere: aspetti giuridici - Rassegna stampa</strong> (3 photos)<br>14 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<p><a name=spwa></a><p><strong>La capacità di intendere e volere: aspetti giuridici - Foto conferenza</strong> (33 photos)<br>14 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p> </p>
<a name=spwa></a><p><strong>La capacità di intendere e volere: aspetti giuridici - Diapositive conferenza</strong> (25 photos)<br>14 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
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		<title>121 &#8211; La capacità di intendere e volere: aspetti medico-legali</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 09:03:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[Di Marco]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>
		<category><![CDATA[intendere e volere]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE Martedì 6 marzo 2012 ore 16.30 Dr. Ottavio Di Marco &#8211; Neuropsichiatra Ospedale civile &#8220;SS. Trinità&#8221; Sora ABSTRACT DELLA CONFERENZA: Il principale strumento di valutazione della capacità di intendere e di volere nel processo penale è la perizia psichiatrica. Essa rappresenta una fonte di prova ed è richiesta quando occorre&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE </em>Martedì 6 marzo 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong>Dr. Ottavio Di Marco &#8211; Neuropsichiatra Ospedale civile &#8220;SS. Trinità&#8221; Sora</strong></p>
<p><strong>ABSTRACT DELLA CONFERENZA:</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il principale strumento di valutazione della capacità di intendere e di volere nel processo penale è la perizia psichiatrica.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Essa rappresenta una fonte di prova ed è richiesta quando occorre svolgere indagini o acquisire dati e valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche od artistiche.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La perizia psichiatrica è condizionata dalla modalità e dalle circostanze del fatto-reato commesso: tanto più esso appare assurdo e mostruoso, tanto più è facile che il Magistrato, il Pubblico Mi<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">nistero o l’avvocato lo richiedano. </span></span>Al Consulente Tecnico d’Uffi<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">cio o al Perito, generalmente verrà chiesto di </span></span>pronunciarsi su tra quesiti:</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">1) <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">“D</span><span style="font-family: Verdana;">ica il </span><span style="font-family: Verdana;">perito, esaminati gli atti di causa, visitato l’imputato/a, eseguiti </span></span>tutti gli accertamenti clinici e di laboratorio che ritiene necessari ed opportuni, quali fossero le condizioni di mente di ……….. al momento del fatto per cui si procede; in specie se la capacità di intendere e di volere fosse per infermità, esclusa o scemata;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">2) In caso di accertato vizio di <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">mente, dica altresì il perito se ……… sia </span></span>socialmente pericoloso;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">3) Dica infine il perito quali siano le attuali condizioni di mente dell’imputato/a e, in particolare se sia o meno in grado di partecipare coscientemente al processo”.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">L’imputabilità e defini<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">ta come la capacità di intendere e di volere al momento </span></span>del fatto per cui l’imputato/a è in giudizio. La capacità di intendere può essere definita come la capacità del soggetto di saper distinguere le proprie azioni e di saper valutare, prima di agire, i motivi e le conseguenze che il proprio comportamento produrrà nella realtà circostante.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La capacità di volere ,invece, è l’attitudine del soggetto a “volere” ciò che ha deciso doversi fare e di comportarsi in modo coerente con questa scelta.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">L’art. 85 del c.p. afferma che “Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. È imputabile chi ha la capacità di intendere e di volere.”. Se solo una di queste capacità viene a mancare, il soggetto non potrà essere imputabile.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il codice penale tiene conto di alcuni fattori per i quali la capacità di libera scelta dell’individuo può essere diminuita o esclusa:</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">a) nei casi di intossicazione acuta da stupefacenti o alcool dovuti a circostanze occasionali e a cause di forza maggiore;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">b) nei casi di soggetti che hanno compiuto i 14 anni di età ma non i 18, che per immaturità non avevano, al momento del reato, la capacità di intendere e di volere;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">c) nei casi in cui il soggetto al momento del reato presentava un quadro di infermità tale da escludere la capacità di intendere e di volere;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">d) nei casi in cui al momento del reato il soggetto presentava un quadro d’infermità tale da scemare la sua capacità di intendere e di volere.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Rispetto a questi due ultimi punti, il disturbo mentale deve essere di tale intensità e gravità da disconnettere l’unitarietà d’azione d’intento che costituisce il presupposto del crimine. Esistono una serie di disturbi che possono, qualora sussista un nesso di causalità adeguato e dimostrabile, dare luogo ad un giudizio di proscioglimento per vizio di mente.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La schizofrenia, la psicosi maniaco-depressiva, la depressione maggiore, la paranoia, la demenza, i ritardi mentali gravi, sono tutti disturbi che compromettono le “funzioni dell’IO” e tali da creare i presupposti per una riduzione o assenza della imputabilità. Qualora il perito ritenga questa capacità compromessa, formula il giudizio sul vizio di mente e mette in evidenza il disturbo mentale del periziato.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il Magistrato, che condividerà la Perizia Psichiatrica e quindi la non imputabilità del reo, in quanto non era al momento del fatto in grado di intendere e di volere, emetterà una sentenza di proscioglimento dal reato: per legge è come se il reato non fosse mai stato commesso. Dopo aver risposto al primo quesito, la non imputabilità del soggetto porterà il perito a pronunciarsi in merito al secondo quesito riguardante la pericolosità sociale.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Infine la pericolosità sociale; essa non riguarda la probabilità che il reo possa mettere in pericolo la vita e la salute propria e/o altrui, ma concerne invece la probabilità che il reo possa commettere nuovamente il reato.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/03/scheda-anagrafica-relatori-di-marco-sito.pdf">SCHEDA DEL RELATORE</a></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><a name=spwa></a><p><strong>La capacità di intendere e volere: aspetti medico-legali - Rassegna stampa</strong> (1 photos)<br>7 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p></p>
<p align="left"><a name=spwa></a><p><strong>La capacità di intendere e volere: aspetti medico-legali - Foto conferenza</strong> (20 photos)<br>7 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p></p>
<p align="left"><a name=spwa></a><p><strong>La capacità di intendere e volere: aspetti medico-legali - Presentazione conferenza</strong> (33 photos)<br>7 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>120 &#8211; Le malattie infettive tra prevenzione diagnosi e terapia</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 08:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Farmacia Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[V Edizione]]></category>
		<category><![CDATA[AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Anzalone]]></category>
		<category><![CDATA[incontri a tema V edizione]]></category>
		<category><![CDATA[malattie infettive]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRI A TEMA V EDIZIONE Martedì 28 febbraio 2012 ore 16.30 Dr.ssa Enza Anzalone &#8211; Resp. Unità Semplice Dipartimentale AIDS, dirigente medico malattie infettive Ospedale &#8220;F. Spaziani&#8221; Frosinone ABSTRACT DELLA CONFERENZA: E’ una condizione morbosa ad eziologia virale le cui manifestazioni cliniche sono costituite da infezioni opportunistiche e da insolite forme di tumori maligni, dovute&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>INCONTRI A TEMA V EDIZIONE </em>Martedì 28 febbraio 2012 ore 16.30</strong></p>
<p><strong>Dr.ssa Enza Anzalone &#8211; Resp. Unità Semplice Dipartimentale AIDS, dirigente medico malattie infettive Ospedale &#8220;F. Spaziani&#8221; Frosinone</strong></p>
<p><strong>ABSTRACT DELLA CONFERENZA:</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">E’ una condizione morbosa ad eziologia virale le cui manifestazioni cliniche sono costituite da infezioni opportunistiche e da insolite forme di tumori maligni, dovute ad una grave compromissione della risposta immunitaria cellulo-mediata.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">L’agente eziologico della patologia è HIV<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">-1 appartenente alla famiglia dei </span></span>Retrovirus; è un virus ad RNA isolato nel 1983 all’Istituto Pasteur di Parigi. Nell’1986 è stato individuato un secondo sierotipo, HIV<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">-2 che presenta </span></span>caratteristiche biologiche simili ma non identiche ad HIV-1, una minore attività patogena ed una diffusione limitata ad alcune nazioni dell’Africa Occidentale e ad altre nazioni caratterizzate da una notevole migrazione di soggetti provenienti dall’Africa Occidentale.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Le p<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">rime tracce sierologiche dell’infezione umana di HIV risalgono al 1959 in </span></span>Africa Centrale; infatti la presenza del virus dell’HIV fu riscontrata in un soggetto proveniente da Kinshasa,città della Repubblica democratica del Congo.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">L’ampia diffusione dell’infezione in Africa è correlata all’uso di pratiche vaccinali e terapie parenterali con siringhe “ riutilizzabili”. La diffusione per via sessuale è stata favorita dalla promiscuità e dalla prostituzione esplosa in seguito all’urbanizzazione massiccia degli anni 60. La tappa successiva costituita dalla diffusione del virus dall’Africa al continente europeo ed agli Stati Uniti, direttamente o attraverso i Carabi, può essere correlata ai notevoli flussi migratori dall’Africa Centrale che sono iniziati 35<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">-40 anni fa.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">HIV-<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">1 è estremamente labile nell’ambiente esterno ed è rapidamente attivato </span></span>da agenti fisici e chimici; pertanto non sono veicolo di infezione oggetti di uso comune come stoviglie, utensili, apparecchi telefonici, servizi igienici e gli insetti ematofagi .</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">L’infezione da HIV viene trasmessa esclusivamente mediante:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<div align="left"><span style="font-family: Symbol;" lang="ZH-TW"><span style="font-family: Verdana;">Rapporti sessuali, sia omo che eterosessuali;</span></span></div>
</li>
<li>
<div align="left"><span style="font-family: Symbol;" lang="ZH-TW"><span style="font-family: Verdana;">Esposizione parenterale a sangue o emoderivati infetti;</span></span></div>
</li>
<li>
<div align="left"><span style="font-family: Symbol;" lang="ZH-TW"><span style="font-family: Verdana;">Trasmissione verticale (materno-fetale, durante la gravidanza, al </span></span>momento del <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">parto o durante l’allattamento ).</span></span><strong></strong><strong></strong></div>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>TRASMISSIONE SESSUALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">L’infezione da HIV può essere trasmessa sia mediante rapporto omo che eterosessuale, ed in questi ultimi sia uomo<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">–</span><span style="font-family: Verdana;">donna che donna-uomo. </span></span>Il rischio di infezione attraverso un singolo rapporto sessuale è basso e variabile:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>
<div align="left">0,1-3% nel rapporto anale recettivo</div>
</li>
<li>
<div align="left">0,03-0,2% nel rapporto vaginale recettivo</div>
</li>
<li>
<div align="left">0,03-0,1% nel rapporto vaginale insertivo.</div>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" align="left">Nella trasmissione omosessuale i fattori di rischio sono rappresentati dal numero di partners, la frequenza dei rapporti, con rischio maggiormente elevato nel rapporto anale ricettivo in particolare per rapporti che provocano lesioni della mucosa rettale. Un ulteriore fattore di rischio di notevole importanza è rappresentato dalla presenza concomitante di infezione sessualmente trasmesse quali sifilide, gonorrea, herpes genitalis.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Nella trasmissione etero-sessuale i fattori di rischio sono associati alla concomitanza di malattie sessualmente trasmesse, alla presenza di AIDS conclamato nel partner ed alla pratica di rapporti anali.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>ESPOSIZIONE PARENTERALE A SANGUE O EMODERIVATI INFETTI</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il rischio di trasmettere l’infezione mediante trasfusione di sangue intero o emoderivati è molto elevato, superiore al 90%. Da quando è in atto lo screening tra i dona<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">tori, il rischio di contrarre l’infezione (soggetti falsi negativi </span></span>o che effettuano la donazione nel periodo tra il contagio e la comparsa di anticorpi specifici, periodo finestra) è stato pressoché eliminato ed è attualmente stimato intorno allo 0,003%.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La trasmissione dell’ infezione da HIV tra tossicodipendenti avviene prevalentemente per esposizione parenterale a sangue infetto, mediante lo scambio di siringhe e di aghi. La quantità di sangue che viene inoculata attraverso l’uso di una siringa già uti<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">lizzata può variare da 10 a 100 micronl, </span></span>corrispondenti a 0.6-6 IU (unità infettanti) nel soggetto asintomatico ed a 70-700 nel paziente AIDS. Il rischio di trasmissione per singolo episodio è stimato dello 0,6%.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La probabilità di contrarre l’infezione co<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">n le esposizioni occasionali a materiale </span></span>infetto da parte del personale addetto all’assistenza di pazienti HIV positivi o che maneggino campioni biologici contaminati è molto bassa, dello 0,03%.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>TRASMISSIONE VERTICALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Può verificarsi nell’utero durante l<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">a gravidanza, nel corso del travaglio e del </span></span>parto o durante l’allattamento. La maggior parte delle infezioni si trasmette alla nascita. La probabilità di trasmissione da madre a figlio oscilla tra percentuali alte in Africa (40%) a percentuali inferiori in Europa (11%). L’impiego di terapie anti<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">-retrovirali durante la gravidanza, insieme ad altri </span></span>interventi profilattici (parto cesareo ed allattamento artificiale) ha ridotto nei paesi dell’Europa occidentale la prevalenza al 2<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">-3%.</span></span><strong></strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><strong>PATOGENESI</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Al contagio fa <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">seguito un’intensa attività di replicazione di HIV che si </span></span>accompagna ad elevati livelli di antigenemia e citolisi CD4 positivi (prima infezione); successivamente, entro un periodo compreso tra 1 settimana e 3 mesi, si instaura una risposta immune sia umorale, sia cellulo-mediata. Compaiono i linfociti T-citotossici ed anticorpi specifici. La risposta immune porta all’eliminazione del virus libero dal torrente circolatorio, ma non dalle cellule e dai tessuti che rappresentano i reservoirs del virus. Nonostante l’apparente scomparsa, HIV pe<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">rsiste in stato di quiescenza nei linfonodi, nelle </span></span>cellule follicolari dendridiche, nei monociti-macrofagi, nel S.N.C, nei testicoli e nella prostata nei quali si è disseminato nella fase di viremia. Alla Fase acuta ed al successivo consolidamento della risposta immune, segue una fase di bassa replicazione virale e sostanziale conservazione del patrimonio immunologico. <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">Questo periodo è definito di “incubazione” o di “ latenza” o di” </span></span>quiescenza<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">”</span><span style="font-family: Verdana;">, peraltro solo apparente, in quanto nei tessuti linfoidi la </span></span>replicazione di HIV permane. Il linfonodo rappresenta un microambiente favorevole alla replicazione virale. Infatti è ricco di cellule suscettibile all’infezione a lenta evoluzione <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">(cellule dendridiche, macrofagi) le quali, quando </span></span>infettate, richiamano linfociti CD4 positivi con il compito di cooperare alla risposta anticorpale anti-HIV. I linfociti CD4 attivati sono un facile bersaglio per HIV, e sono in grado di garantire un’intensa replicazione del virus; essi, a loro volta, infetteranno altre cellule attivate e richiamate nel microambiente linfonodale dalle citochine. La maggior parte dei linfociti infettati rimane imprigionato nella struttura linfoghiandolare; il numero di cellule infette circolanti rimane molto basso per un lungo periodo di tempo. La replicazione virale (a basso titolo ma persistente) con il tempo altera le caratteristiche morfologiche e funzionali dei linfonodi.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Nelle fasi avanzate di malattia si giunge ad un profondo sovvertimento della struttura dei linfonodi, che appare completamente scompaginata e non è in grado di trattenere linfociti attivati i quali invadono il torrente circolatorio.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Nel prolungato periodo di asintomacità si creano le condizioni per lo sviluppo, attraverso complessi meccani<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">smi eziopatogenetici, del deficit dell’immunità </span></span>cellulo-<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;">mediata che predispone all’insorgenza dell’AIDS.</span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Verdana;"><a href="http://www.farmaciaeuropa.eu/wp-content/uploads/2012/03/scheda-anagrafica-relatori-anzalone-enza-sito.pdf">SCHEDA DEL RELATORE</a></span></span></p>
<a name=spwa></a><p><strong>Le malattie infettive tra prevenzione diagnosi e terapia - Rassegna stampa</strong> (1 photos)<br>1 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Le malattie infettive tra prevenzione diagnosi e terapia - Foto conferenza</strong> (17 photos)<br>1 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<a name=spwa></a><p><strong>Le malattie infettive tra prevenzione diagnosi e terapia - Presentazione conferenza</strong> (43 photos)<br>1 marzo 2012<br></p><p>Albumul poate fi vazut doar online.</p>
<p>&nbsp;</p>
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