INCONTRI A TEMA VI EDIZIONE Martedì 2 aprile 2013 ore 16.30

Dr. Salvatore Umbaldo – Medico veterinario, Dirigente ASL-FR

ABSTRACT CONFERENZA:

La stagione calda diventa occasione irrinunciabile di belle e lunghe passeggiate in campagna e nei giardini pubblici della propria città per “fido” ed i suoi padroncini. Tutto ciò può comportare, al rientro, dei grossi inconvenienti quali il rinvenimento di parassiti sul mantello del cane. Ma anche “micio” chiede più insistentemente di uscire in terrazza o in giardino dove è solito cacciare sempre più prede, spesso fonte di parassitosi.

Le infestazioni parassitarie sono di due tipi: esterne ed interne.

I parassiti esterni non solo mettono a rischio la vita dei nostri amici “pelosi” ma spesso anche la nostra. Infatti molte di queste malattie possono essere trasmesse attraverso il morso o la puntura di insetti quali pulci, zecche, acari e flebotomi. Le più comuni sono la filariosi, la leishmaniosi, le bartonellosi e rickettsiosi.

Pulci: la pulicosi è tra le parassitosi esterne quella più diffusa. Le pulci si muovono rapidamente nel mantello dell’animale, hanno un corpo allungato, brunastro e misurano poco meno di un millimetro. Esse si alimentano del sangue dei nostri animali durante tutto il loro ciclo vitale. I morsi di pulce si presentano come dei piccoli puntini rossi. Gli animali con grosse infestazioni presentano sia i parassiti che le loro feci; quelli con infestazioni più ridotte, invece, non sempre presentano parassiti ma è facile individuare sul loro mantello gli escrementi delle pulci sotto forma di “virgoline” nere che, se inumidite (su di un foglio di carta bianca), si tingono di color ruggine. I cani possono sviluppare allergia alla saliva delle pulci (dermatite allergica da pulci, DAP). La pulce è, inoltre, portatrice delle larve di tenia che di solito, il cane, ingerisce anche mordicchiandosi (quando si spulcia) determinando in tal modo l’infestazione. Questi parassiti sono presenti tutto l’anno.
Prevenzione e trattamento: cosa fare. Innanzitutto per evitare i problemi di cui abbiamo appena parlato, bisogna utilizzare un antiparassitario “spot on” di lunga durata. Si tratta di una serie di pipette da spremere in genere tra le scapole, punto in cui l’animale non può leccarsi. Perché lo “spot on”? questo si lega alle sostanze grasse della cute distribuendosi nelle ore successive alla somministrazione su tutta la superficie corporea dell’animale, cosa che avviene difficilmente con lo spray. Se invece si vuole trattare un cucciolo o un animale defedato, conviene rivolgersi alla medicina naturale. Quindi prima si lava il cucciolo con sapone al catrame, poi si sciacqua con un decotto di radici di
assenzio. Dopo il bagno si possono ottenere ottimi risultati aspergendo il pelo asciutto con piretro, timo o eucalipto polverizzati. Naturalmente tutte le cure verso l’animale hanno senso se procediamo anche ad una disinfestazione dei luoghi dove questo abitualmente vive, poiché le larve di pulce non vivono solo sul cane ma anche nell’ambiente (amano deporre le uova nelle fessure dei pavimenti e dei muri). Pertanto si useranno per disinfettare gli ambienti, cucce, tappeti ecc. prodotti a base di permetrina più olio di neem, utile per
potenziare l’effetto repellente, oppure polvere di foglie di noce e di radice di assenzio.

Zecche: le zecche sono parassiti esterni che si fissano sulla cute degli animali succhiandogli il sangue (provocano anemia) e non si staccano se non quando sono sazie e pronte a deporre le uova. La loro puntura è indolore. Esse trasmettono malattie anche molto gravi (erlichia, rickettsia ecc.). Sono presenti quasi esclusivamente d’estate e sono particolarmente numerose nei prati, sugli alberi, sui terreni, specie dove hanno accesso greggi di pecore. Sono ben riconoscibili.

Consigli: quando si trova una sul zecca sul mantello dell’animale non bisogna strapparla poiché il rostro potrebbe rimanere conficcato nella cute determinando l’insorgenza di un infezione. Pertanto bisogna tramortirla con cloroformio, olio di trementina, alcool o con una goccia di benzina e dopo qualche minuto, con una pinzetta, o con le mani protette da guanti, si effettua alla base del parassita un delicato movimento rotatorio e lo si estirpa. Per le zecche valgono gli stessi trattamenti effettuati per le pulci.

Acari: sono i parassiti responsabili delle rogne (R.auricolare, R.demodettica, R.notoedrica, R.sarcoptica, R.della cheyletiellosi). Vivono sulla e nella cute del cane e del gatto nutrendosene e danno forte prurito. Le acariasi sono molto frequenti. Mentre le pulicosi e le infestazioni da zecche sono visibili ad occhio nudo, per gli acari occorre un esame più approfondito dal veterinario. Prevenzione e trattamenti: la terapia può essere locale con bagni e lozioni accompagnati da eventuale somministrazione, sistemica di farmaci (per bocca o iniezione).

Pidocchi: sono parassiti presenti sul mantello dei nostri animali, ma sono più rari di pulci e zecche. Il loro morso provoca intenso prurito e gli animali arrivano a “scorticarsi la pelle”. I pidocchi si vedono bene ad occhio nudo; le uova di questi parassiti dette lendini, sono dei punti bianchi lucidi. Non si trasmettono all’uomo ma vanno subito eliminate dal cane per l’intenso prurito che lo porta a grattarsi procurandosi lesioni di una certa serietà.
Prevenzione e trattamento: il trattamento si basa sull’utilizzo di shampoo e spray medicati. Le uova non vengono eliminate da questi trattamenti che devono, quindi, essere prolungati per almeno tre settimane, per eliminare i parassiti che nascono dalle uova, man mano che si chiudono.

Flebotomi: sono piccoli insetti che con la loro puntura possono trasmettere al cane ed all’uomo, un parassita (leishmania infantum) responsabile della comparsa di una grave malattia, la leishmaniosi. I flebotomi o pappataci, così chiamati perché “pappano in silenzio” sono dei minuscoli insetti notturni che per riprodursi hanno bisogno di sangue che prelevano dal cane o dall’uomo. In pratica un pappatacio che punge un cane affetto da leishmaniosi preleva con il sangue il parassita che si moltiplica nel suo intestino infettandosi. Con la puntura il pappatacio è successivamente in grado di trasmettere l’infezione ad altri cani ed uomini. Anche il cane infetto a sua volta, diventa fonte di infezione per altri pappataci, ma non c’è rischio di contatto diretto tra cane ed uomo perché questi contraggono la malattia esclusivamente attraverso la puntura del pappatacio. Fortunatamente l’uomo è molto resistente a questa malattia ed il rischio che si ammali riguarda solo i soggetti con il sistema immunitario compromesso (AIDS, trapiantati ecc.).
Prevenzione e trattamenti: oggi, finalmente, esiste anche un vaccino ma è sempre meglio fare prevenzione anche con altri sistemi. Evitare di portare a spasso il cane la sera nelle aree a rischio di leishmaniosi, far dormire nelle ore notturne il cane in casa in ambienti con le finestre protette da zanzariere con maglie strette. Utilizzare un collare a base di deltametrina, piretroide di sintesi.

Parassiti interni: si tratta, per lo più, di vermi presenti nell’intestino, le cui uova vengono eliminate attraverso le feci. Le uova, ad occhio nudo, non sono visibili. Per evitare la re-infestazione, dopo i trattamenti, bisogna seguire alcune regole basilari, come evitare la somministrazione di carne cruda agli animali, ed effettuare il consueto trattamento antielmintico con cadenza annuale che diventa semestrale nel caso che gli animali siano classificati come soggetti a rischio. Alcuni parassiti interni di cane e gatto, possono trasferirsi all’uomo, per via oro-fecale, di conseguenza sono fondamentali le basilari norme igieniche.

SCHEDA RELATORE

Prevenzione e trattamento delle parassitosi del cane e del gatto - rassegna stampa (4 photos)
4 aprile 2013

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Prevenzione e trattamento delle parassitosi del cane e del gatto - foto conferenza (6 photos)
4 aprile 2013

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