INCONTRI A TEMA VI EDIZIONE Martedì 2 ottobre ore 16.30

dr. Sergio Ricciuti – farmacista, titolare della Farmacia Europa di Cassino, vice-presidente S.I.FIT., Società Italiana Fitoterapia, Accademia Romana di Storia della Farmacia e Scienze Farmaceutiche.

ABSTRACT DELLA CONFERENZA:

La “spending review” del governo Monti ha impresso una forte accelerazione al progetto di razionalizzazione di spesa che interessa in particolare il settore pensionistico e quello sanitario. Da tempo le Regioni sono state chiamate in causa per governare in modo più efficace la spesa sanitaria con risultati che hanno cambiato la geografia e l’organizzazione dei servizi.

In particolare, negli ultimi anni, le liberalizzazioni, l’inserimento delle certificazioni elettroniche, delle ricette elettroniche, la riorganizzazione della rete ospedaliera e della medicina territoriale hanno determinato e determineranno grandi cambiamenti nell’accesso ai servizi.

La “spending review” si pone l’obiettivo di eliminare gli sprechi e gestire meglio le risorse assicurando i servizi a chi ne ha più bisogno. Questo significa, in una società che invecchia, che le risorse saranno destinate prevalentemente alle persone anziane ed affette da gravi patologie con la conseguenza che i cittadini dovranno –mediamente- pagare di più perché il Servizio Sanitario Nazionale non potrà più assicurare gli attuali livelli di assistenza.

Uno dei settori in cui il controllo di spesa è stato particolarmente efficace è stato il settore farmaceutico. Grazie all’introduzione dei farmaci generici, negli ultimi anni, la spesa netta (quella a carico del Servizio Sanitario Nazionale) è costantemente diminuita: nel 2007 dell’8,8%, nel 2008 dell’1%, nel 2009 dell’1,2%, nel 2010 dello 0,7%, nel 2011 dell’8,8% e nel 2012 ad aprile la diminuzione era ancora maggiore, dell’11,6%. Nei prossimi anni scadranno molti brevetti e questo trend consentirà ulteriori risparmi. Il tetto di spesa originariamente del 13,5% è stato così ridotto all’11,5%, ma il risparmio realizzato non è stato reinvestito nel settore (introducendo in prontuario nuovi farmaci o riducendo i ticket a carico dei cittadini) ed è stato girato su altri capitoli della spesa sanitaria.

Conseguenza del successo del farmaco generico è la contrazione della spesa per il farmaco di marca, cosa che preoccupa seriamente l’industria del settore che vede un futuro nero ed è seriamente è preoccupata, anche per la ricerca che ne risulta fortemente penalizzata.

I farmacisti ed i medici, dal canto loro, stanno offrendo una buona collaborazione per assicurare al farmaco generico una diffusione analoga agli altri stati della comunità europea. Va in questa direzione l’ultima disposizione che obbliga i medici a prescrivere i farmaci generici ed i farmacisti a fare informazione e dispensarli. In questi giorni è in corso un acceso dibattito sugli aspetti applicativi di questa norma. Ad esempio viene lasciata la scelta all’assistito di acquistare, pagando la differenza, il farmaco di marca ed al medico di imporre, solo in alcuni casi ben codificati, la non sostituibilità. Viene così ridotto al minimo il rischio di errori causati dalla somiglianza (o dalle troppe) confezioni, specie nel caso degli anziani che usano molti farmaci. I benefici di questa accelerazione nell’uso del farmaco generico sono già visibili e lo saranno di più negli anni a venire, perché sono in scadenza i brevetti di molti importanti farmaci di marca.

In Italia la diffusione gel generico è massima nel nord, intermedia nel centro e bassa nel sud. Inoltre il passaggio dal farmaco di marca al generico potrà anche consentire agli assistiti di risparmiare la quota a loro carico, un onere che nel 2009 è stato di oltre 400 milioni di euro.
Un altro argomento di grande attualità è rappresentato dalla ricetta elettronica.

Oggi i farmacisti, per legge, devono trasformare le prescrizioni cartacee in documenti digitalizzati. Tra non molto la ricetta elettronica prenderà il posto di quella rosa e l’assistito riceverà dal medico un promemoria con il quale si recherà in farmacia per scaricare dal web la sua prescrizione. Questo cambiamento, che per alcuni aspetti ricorda quello dei certificati INPS, consentirà al SSN un controllo on line delle prescrizioni ed un tempestivo monitoraggio della spesa.

Un altro capitolo riguarda il tema delle esenzioni. Terminata la fase delle autocertificazioni oggi il diritto all’esenzione è comunicato dal Ministero delle finanze al medico che lo riporta nelle prescrizioni. Di conseguenza l’assistito dovrà accertarsi che il medico abbia ricevuto la propria esenzione (in caso contrario dovrà rivolgersi alla ASL o all’agenzia delle Entrate) perché altrimenti dovrà pagare il ticket.

Alla distribuzione diretta in farmacia si sono affiancate negli ultimi anni altre tipologie di distribuzione: DPC (distribuzione per conto nella quale le farmacie distribuiscono i farmaci delle ASL consentendo un notevolissimo risparmio), Distribuzione Diretta (effettuata per alcuni farmaci direttamente dalle farmacie ospedaliere), Distribuzione di presidi per i diabetici e di alimenti speciali per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica. In futuro i farmaci più costosi usciranno dal Prontuario Terapeutico per confluire, con molti farmaci ospedalieri, nella DPC che è destinata a diventare il canale preferenziale per il notevole risparmio che permette di ottenere.

Un altro argomento, di grande attualità, è la trasformazione della medicina di base in grandi aggregazioni no stop, forse aperte al pubblico 24 ore al giorno, domenica compresa. Il dibattito su questo argomento è, come prevedibile, molto articolato e ci fornirà maggiori ragguagli il dr. Gargaro nella sua conferenza del 20 novembre.

Concludiamo questa panoramica ritornando sul tema delle liberalizzazioni del servizio farmaceutico. Come è noto il rapporto farmacie/abitanti è passato da 4000 a 3300. Per effetto di questa norma verranno aperte circa 3500 farmacie con un maxi concorso che verrà riservato ai farmacisti non titolari, ai titolari di parafarmacie e di farmacie rurali. Per accelerare i tempi sarà realizzato tramite una piattaforma informatica e senza esami. Nella tarda primavera 2013 – secondo il Ministero della Salute- potrebbero essere aperte le prime farmacie.

Sempre in tema di liberalizzazioni gli orari di apertura diventano più elastici ed i turni di chiusura e di ferie perdono il carattere di obbligatorietà per cui, sicuramente le farmacie del territorio, osserveranno orari più ampi con meno giorni di chiusura.

I temi di cui abbiamo parlato sono in continua evoluzione per cui torneremo su questi argomenti con puntualità per gli approfondimenti.

SCHEDA RELATORE

Curarsi in tempo di crisi - Rassegna stampa (2 photos)
3 ottobre 2012

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Curarsi in tempo di crisi - Foto conferenza (16 photos)
3 ottobre 2012

  
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Curarsi in tempo di crisi - Diapositive (34 photos)
3 ottobre 2012

  
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