INCONTRI A TEMA IV EDIZIONE Martedì 18 gennaio 2011 – ore 16,30

Dr. Diego Morigine – medico chirurgo

ABSTRACT DELLA CONFERENZA :

Noi tutti siamo soggetti a piccole patologie quotidiane, che possono essere risolte senza ricorrere all‟intervento di un medico, utilizzando i farmaci di automedicazione, detti pure farmaci da banco, non soggetti a prescrizione medica. Ma, per una corretta automedicazione, si debbono conoscere detti farmaci, come si conservano, come si somministrano e la giusta posologia. Nella breve trattazione ricorderò pure eventuali controindicazioni e le interazioni con altri farmaci. Automedicazione, inoltre, significa mettere in pratica la prevenzione dell‟evento patologico, il comportamento durante il decorso dello stesso e la degenza postuma.

FARMACI DA BANCO

Per loro natura ed obbiettivo terapeutico sono concepiti e destinati all‟uso autonomo da parte del cittadino, senza bisogno dell‟intervento del medico. Possono essere utilizzati per la cura di disturbi minori e, in base all‟esperienza del paziente, con una breve terapia. Non sono rimborsabili dal servizio sanitario nazionale. La pubblicità deve essere autorizzata dal ministero della salute. Il farmacista potrà dare consigli utili.

EZIOLOGICI O SINTOMATICI

Eziologia deriva dal greco e si riferisce alle cause, sintomatologia indica il corredo di sensazioni che si riferiscono ad una malattia o ad un trauma o a qualsiasi evento patologico. Tutti i farmaci curano i sintomi o la causa della malattia. I farmaci di banco per lo più sono sintomatici. Quando è possibile, bisognerebbe usare farmaci causali: via la causa, via l‟effetto. Ma la vita moderna impone di risolvere tutto velocemente e spesso si ricorre a farmaci sintomatici, a volte con la connivenza del curante frettoloso.

Per la stagionalità e le festività pregresse, prima di entrare in argomento devo farvi un accenno sul perché è più facile ammalarsi in questo periodo. Avrete notato di avere le estremità fredde (mani, piedi, punta del naso); anche il cervello è periferia. Ebbene, significa che il freddo, restringendo il vasi sanguigni fa circolare meno il sangue. A ciò aggiungiamo che le minori ore di luce fanno abbassare le nostre difese immunitarie. Inoltre le recenti intemperanze alimentari hanno mortificato il nostro apparato digerente, ed è proprio nel tenue e nel colon che la flora batterica “buona” (subtilis) induce oltre il 60% della nostra immunità. Mentre la sopraffazione della flora “cattiva”, specie l‟escherichia coli, producendo gas, fa sentire gonfio e dolorante l‟addome e può, per contiguità, recare danno alle vie escretrici renali.

A ciò aggiungiamo che nei giorni festivi si sta più insieme, più nei locali affollati, più affettuosità e saluti ravvicinati e maggiore probabilità di essere infettato da virus e batteri stagionali.

È opportuno nel periodo successivo alle feste, oltre ad adeguare un più corretto desinare, anche prendere probiotici, che il farmacista consiglierà per il tipo e la posologia.

Un accenno alla pirosi gastrica per iperacidità da superlavoro dello stomaco. Recentemente sono stati ammessi come farmaci da banco dei meprazolici che agiscono sulla pompa protonica, laddove si forma l‟acido.

INFLUENZA

Data l‟attualità sarà il primo argomento trattato.

L‟influenza è una malattia infettiva altamente contagiosa, virale, che colpisce individui di tutte le età, epidemica, che cioè fa ammalare intere popolazioni.

I virus, in genere, si virulentano nella stagione fredda, complici, come ho detto, l‟abbassamento delle nostre difese immunitarie e l‟aumentata probabilità di contatto connessa alla vita sociale. Più colpiti sono i bimbi per il sistema immunitario poco sviluppato e la maggiore probabilità di contagio nell‟ambiente scolastico.

Vi sono anche le parainfluenze, o influenze stagionali, che non iniziano mai con febbre elevata e , in genere, non superano i cinque giorni di malattia.

L‟influenza epidemica inizia con febbre elevata, malessere generale, spossatezza, dolori delle piccole articolazioni e dei muscoli, cefalea più i segni dell‟ingresso del virus cioè rinite, congiuntivite con fotofobia, tracheite con tosse stizzosa. La prevenzione principale per detta influenza è la vaccinazione.

Altri utilissimi comportamenti sono: il lavarsi spesso le mani (Fleming), anche con prodotti specifici e tascabili, tipo l‟amuchina, che il farmacista potrà indicare. Inoltre detergendo il cavo orale con collutori e le coane nasali con spruzzi o spray di soluzione fisiologica o acqua di mare reperibili in farmacia.

Non frequentare locali affollati.

Non farsi mancare nella dieta frutta, specie agrumi e kiwi, e verdura non cotta per la presenza della vitamina C o prendere compresse o pastiglie della stessa (non più di un grammo al giorno).

Ai primi sintomi non fare gli eroi, ma mettersi a letto, avendo cura che l‟ambiente non sia troppo caldo né troppo secco. Cambiare spesso l‟aria della camera da letto evitando però i colpi d‟aria.

Bere molta acqua a temperatura ambiente, bevande calde tipo latte e miele, infusi d‟erbe o the, ma non di sera; permesso anche un bicchiere di vin brulé (o anche semplice vino caldo). Mangiare cibi facilmente digeribili. Ricorrere all‟automedicazione con antifebbrili ed antidolorifici: paracetamolo, una compressa da 500 mg quattro volte al giorno. Sconsigliato però ai pazienti con epatopatie perché metabolizzato dal fegato. In alternativa l‟aspirina: 2 compresse da 500 mg dopo i pasti. Sconsigliata ai minori di 12 anni per il rischio della insorgenza delle sindrome di Reye, una encefalopatia metabolica ed a coloro che soffrono di stomaco. Oppure altri FANS.

Per la congestione nasale sono consentiti spruzzi o gocce con soluzione fisiologica o con decongestionanti. Da non usare per molto tempo.

Per i bimbi, invece, è consentito l‟argento colloidale, una o due gocce per narice prima del sonno.

Per la tosse stizzosa gocce orali o compresse di bechici che agiscono sul centro della tosse e che in genere portano sonnolenza il che, nel caso, dovendo restare a letto, è positivo.

Per l‟inappetenza si possono prendere dei ricostituenti a base di proteine, sali minerali e vitamine.

Di quanto detto è utile sentire il parere del farmacista.

Se dopo quattro/cinque giorni la tosse persiste e se diviene catarrosa, chiamare il proprio medico, che potrà, per eventuali complicanze batteriche, prescrivere antibiotici.

RAFFREDDORE

La rinite è il processo infiammatorio della mucosa nasale, che può decorrere in forma acuta o cronica.

La rinite acuta, o corizza, è il comune raffreddore con infiammazione e congestione della mucosa nasale con secrezione di catarro e starnuti. È dovuta a più virus, specie il rinovirus, che si virulentano anche due o più volte all‟anno, spesso per le brusche variazioni di temperatura. Si previene evitando stress termici, non tenendo il riscaldamento dell‟auto o della casa molto alti, coprendo con una sciarpa naso e bocca quando si esce, non sostando in locali dove qualcuno starnutisce, lavandosi spesso le mani, mantenendo deterse le coane nasali con soluzione fisiologica o acqua marina.

Una volta raffreddati, restare possibilmente al caldo e riposati, bere molta acqua, bevande calde, infusi, brodo. Prendere, se si è adulti, una aspirina da 500 mg dopo i pasti oppure paracetamolo, una compressa dopo i pasti, o, meglio, preparati che contengano nella stessa compressa paracetamolo, antistaminico e decongestionante (una compressa tre volte al dì).

Fare dei suffumigi con pastiglie balsamiche che si sciolgono in acqua bollente o con bicarbonato di sodio. Spruzzare dei prodotti decongestionanti nelle coane nasali, ma senza esagerare. Da non usare per i bimbi perché potrebbero indurre cefalea per la contiguità dell‟etmoide con le meningi.

Per i bimbi si posso usare le supposte di paracetamolo con grammatura adeguata all‟età.

Chiedere sempre consiglio al farmacista.

Infine tenere presente che il raffreddore ben curato dura una settimana, se non curato dura sette giorni.

Altro discorso è la rinite allergica, il noto raffreddore da fieno, di cui vi ha edotto il Collega Palombo.

SINUSITE

È l‟infiammazione acuta o cronica di uno o più seni paranasali, che si verifica quando un microbo patogeno, di solito lo streptococco o lo stafilococco, si annida sulla mucosa del seno. La sinusite si manifesta con dolore caratteristico, specie frontale, fotofobia, scolo purulento dal naso e, a volte, da febbre, la prevenzione è la stessa del raffreddore, in più è consigliabile, nella stagione invernale, portare un cappello che copra la fronte.

Come primo intervento prendere un antidolorifico – fans o paracetamolo e fare aerosol con mucolitico. Farsi visitare quanto prima da un medico, perché, essendo infezione microbica, va trattata con antibiotici oltre ai mucolitici per via generale om per aerosol.

AEROSOL

Qui è opportuno parlarne. Gli aerosoli sono delle sospensioni di particelle solide o liquide di un farmaco in aria o gas, tanto fini, della grandezza massima di un micron, da sfuggire alla forza di gravità e da restare sospese, per cui esse facilmente riescono a penetrare nell‟apparato respiratorio sino ai bronchioli e recentemente sino agli alveoli polmonari.

È un moderno sistema di somministrazione dei farmaci: si possono somministrare broncodilatatori, mucolitici, antinfiammatori, in particolare il cortisone, antibiotici ed altro. Anche farmaci per altri apparati ed è utile e pratico perché non occorre la presenza dell‟infermiere o del medico per la somministrazione di essi.

Ho sentito spesso riferire di fare l‟aerosol con la mascherina. È un metodo errato, tranne che per i piccoli – per praticità. Infatti nella mascherina si espira anidride carbonica e vapore acque che fanno vortice con la medicina riducendone la quantità assorbita. Inoltre si potrebbe andare incontro ad ipercapnia (eccesso di anidride carbonica).

Va fatto invece con l‟inalatore nasale inspirando con il naso ed espirando con la bocca. Se il farmaco occorre per la cavità orale si utilizzerà la bocchetta apposita.

Senza prescrizione medica si può fare l‟aerosol con soluzione fisiologica, che in definitiva è un ottimo farmaco senza controindicazioni, soluzioni di acqua termale, mucolitici. Per altri farmaci seguire le indicazioni del prescrittore.

OTITE

È l‟infiammazione dell‟orecchio la quale, a seconda che colpisca l‟orecchio esterno, medio od interno, si chiamerà otite esterna, media o interna.

L‟otite esterna è il processo infiammatorio del condotto uditivo.

È la più frequente per la cattiva abitudine di adoperare i bastoncini cotonati (cotton fioc) o qualsiasi altro strumento che traumatizzi la mucosa. I bimbi poi ci infilano ogni cosa. Ad un bimbo di prima elementare tolsi una gomma per cancellare che era stata trattenuta nel condotto da un mese e mezzo. È più frequente per il contatto con l‟ambiente esterno, ad esempio polvere di casa, polvere che si alza con il vento e le polveri sottili derivanti dagli scarichi delle auto. E poi l‟acqua di piscina o di mare e gli spray acquosi che si adoperano per la pulizia che possono favorire la crescita d funghi per via di caldo, oscurità, umidità. Il sintomo più frequente è il dolore, che si acutizza con la pressione del trago, ed una sensazione di gonfiore, ipoacusia, acufeni ed a volte anche vertigini.

Per pronto intervento, oltre al caldo locale con sciarpe riscaldate (vicino ad una fonte di calore o stirandole), si possono dare degli antidolorifici per bocca o, per i bimbi, per supposte e, per uso locale, delle gocce antalgiche, previamente intiepidite, a basa di procaina e fenazone (otalgan, una o due gocce, anche ogni ora). Va sempre consultato il medico di famiglia per una esatta diagnosi (corpi estranei, flogosi da batteri o da miceti) e la corretta terapia.

L‟otite media consiste nella infiammazione della mucosa tappezzante la cassa del timpano. L‟infezione ci arriva dal condotto uditivo o dalla tromba di eustachio, canalino che mette in comunicazione il cavo faringero con la cassa del timpano. Si presenta con dolori vivissimi, ronzii, vertigini, febbre. È un‟affezione seria, perché può residuare una ipoacusia. L‟udito per alcune professioni è indispensabile! Pertanto, dopo aver preso per l‟urgenza qualche antidolorifico, va subito visitata dal medico, che lo curerà adeguatamente e per un periodo sufficiente perché i farmaci che devono giungerci per via ematica devono passare per i vasi della rocca petrosa del temporale che non possono dilatarsi. Solo per via aerosolica sono insufficienti e la via di insuffla ione endotimpanica non tutti gli specialisti la accettano.

L‟otite interna o labirintite è di competenza specialistica e non inerente all‟argomento trattato. Faccio solo un breve cenno alla cinetosi o mal d‟auto, che si può prevenire con compresse o gomma da masticare, ma che danno sonnolenza o con cerottini applicabili dietro l‟orecchio ma che, come effetto secondario, danno secchezza delle fauci e midriasi (allargamento della pupilla). Inoltre, prima di partire mangiare cibi asciutti e non bere. Una volta sul veicolo guardare il panorama lontano, sulle navi mantenersi distratto.

IGIENE DELL’ORECCHIO

L‟igiene dell‟orecchio, come viene comunemente intesa, non andrebbe fatta, perché le ciglia vibratili del condotto uditivo spingono regolarmente il cerume verso l‟esterno.

Il certume è una sostanza giallastra, untuosa prodotta dalle ghiandole ceruminose, che serve per proteggere dal pulviscolo e mantenere morbida la parete. Se si forma il tappo, che può essere anche causa di vertigini, sarà il medico che, diagnosticatolo, lo toglierà con lo schizzettone, grossa siringa, che mantenendo il getto di acqua in maniera da far vortice, il tappo salterà fuori. Servono a poco gli imbutini incendiabili di carta cerata. Una buona igiene si può avere asciugandosi con un panno sottile (tipo un fazzoletto ripiegato). Per migliorare la fuoriuscita del cerume ci sono dei prodotti oleosi che lo ammorbidiscono che il farmacista potrà indicare oppure gli spray di acqua marina, che però bisognerebbe asciugare con il phon, come quando si va in piscina, altrimenti con l‟umidità, il calore ed il buio potranno crescere i funghi.

TOSSE

La tosse è un atto riflesso nervoso consistente in una espirazione rapida e rumorosa con contrazione di tutti i muscoli ausiliari della respirazione; è tendente alla espulsione di escreato o corpi estranei e può essere prodotta anche da stimoli esterni all‟apparato respiratorio. È un sintomo e non una malattia ed è un‟arma di difesa del nostro organismo.

La tosse si distingue in secca o stizzosa e grassa o catarrale. I rimedi sintomatici contro la tosse si chiamano bechici; essi agiscono sul centro della tosse o fluidificando il catarro.

Se la tosse è catarrale e non vi è febbre, si possono prendere degli espettoranti e dei mucolitici che si trovano in sciroppi, compresse, compresse orosolubili, bustine o supposte. Non hanno grosse controindicazione, tranne che per i diabetici che devono sceglierne formulazioni senza zucchero. Se vi è febbre e per le persone anziane è preferibile la visita del medico per prevenire malanni maggiori. Si consiglia sempre di bere molto anche perché l‟espettorato si mantiene più fluido.

Se la tosse è secca si possono prendere dei sedativi della tosse che agiscono sui recettori nervosi della tosse centrali e periferici. Bisogna sentire il consiglio del farmacista, perché i principi attivi di questi farmaci, che sono formulati in sciroppo, gocce, compresse hanno incompatibilità con altri farmaci ed hanno l‟effetto secondario della sonnolenza.

Se la tosse secca persiste dopo sei o sette giorni si deve consultatore il medico, perché può essere sintomo di varie patologie, per esempio cardiache, dell‟esofago o nervose.

La prevenzione per la tosse catarrale è quella già menzionata per il raffreddore, per la tosse stizzosa è difficile per le varie cause appena accennate.

MAL DI GOLA

È sintomo di faringite o tonsillite.

La faringite è una infiammazione della mucosa tappezzante la parete della faringe. La faringite acuta in genere si associa alla rinite, la catarrale che è più frequente dovuta a cause perfrigeranti e la forma secondaria dovuta a malattie infettive (scarlattina, influenza, morbillo) oppure ad intossicazioni (fumo, mercurio, arsenico, ioduro di potassio, gas tossici).

La tonsillite è una infiammazione ghiandolare causata spesso da bacilli, per esempio lo streptococco beta emolitico, che potrebbe recare danni anche al cuore, o virus, per esempio Epstein-Bar per la mononucleosi il citomegalovirus.

La prevenzione si fa tenendo una buona igiene dei denti e del cavo orale facendo gargarismi quando si lavano i denti, non fumando, perché le polveri sospese del fumo sono dannose, tenendo sempre una sciarpa nella stagione fredda da avvolgere al collo quando si passa da ambiente riscaldato al freddo.

I sintomi sono dolore e bruciore alla gola, difficoltà alla deglutizione, arrossamento del faringe. Le tonsille, oltre che arrossate possono presentare delle placche biancastre. Vi è febbre.

Essendo virale la causa più frequente del mal di gola dovremmo adoperare farmaci sintomatici: anestetici locali ed antisettici (caramelle da sciogliere in bocca, colluttori, spray). L‟unica indicazione è di usarli per breve tempo perché potrebbero essere nocivi alla naturale flora batterica del cavo orale.

Antinfiammatori: supposte,compresse, compresse orosolubili, collutori spray che per uso topico sono poco gastrolesivi.

Vi sono anche rimedi naturali, come le caramelle a base di propoli, o a base di mentolo ed eucaliptolo.

Se i sintomi persistono o si vedono delle placche sulle tonsille bisogna recarsi dal medico per una esatta diagnosi, il trattamento antibiotico (specie se si tratta dell streptococco beta emolitco) o l‟allontanamento della causa (le intossicazioni).

BRONCHITE

È „infiammazione della mucosa che ricopre i bronchi ed è dovuta alla virulentazione dei microbi (pneumococchi, streptococchi, stafilococchi) che albergano proprio nei bronchi per cause predisponenti come il freddo, l‟umidità, il fumo o altre patologie debilitanti.

La prevenzione: è essenziale non far diminuire le nostre difese immunitarie con lo stile di vita: sana alimentazione, il fare moto, il coprirsi a cipolla per il freddo, il coprire naso e bocca con una sciarpa quando si esce, il non frequentare ambienti affollati.

I sintomi: sono inizialmente quelli del raffreddore: prurito al naso, starnuti, scolo di mucosità dalle narici. Poi insorgono tosse, espettorazione mucosa ed anche muco purulenta, dolore retro sternale, spossatezza, febbre e mialgie.

Cosa fare: mettersi a letto, bere molto (acqua a temperatura ambiente, bevande calde quali the o altri infusi di fitoterapia, latte edulcorato con miele). Prendere farmaci emollienti il catarro e mucolitici formulati in sciroppo, compresse anche orosolubili o che si sciolgono in acqua, bustine. Se contengono zucchero sono controindicate per i diabetici.

Antifebbrili in formulazioni varie, per lo più fans (antiflogistici non steroidei) o paracetamolo con antistaminici. I primi possono essere gastrolesivi e quindi vietati ai minori ed a chi soffre di gastralgia; il sconf Do viene metabolizzato a livello epatico e quindi da non somministrare a ch ha il fegato malamente compromesso; l‟antistaminico da sonnolenza.

Se la sintomatologia non recede, l‟espettorazione è muco purulenta e se il paziente è un bimbo od un vecchio, che non hanno una buona difesa immunitaria, chiamare il medico di fiducia.

MAL D TESTA

È un dolore che prende tutta o una parte della testa, a volte insopportabile, come nella emicrania. Può dipendere da varie cause: muscolo tensiva, che è la più frequente, da ipertensione, da anemia, da affezioni oculari, da intossicazioni interne (nefropatie, epatopatie, malattie del ricambio) o da intossicazioni esterne (tabacco, ossido di carbonio, alcolismo), flogosi dei seni paranasali, dismenorrea.

La prevenzione: si fa con un vivere sereno, senza stress, coprendosi il capo d’inverno per il freddo, d‟estate per il colpo di sole. Ma soprattutto, conoscendone le cause, evitando le stesse. Specie nei bambini è importante l‟eliminazione di certi alimenti ricchi di tiramina (formaggi stagionati, aringhe, cioccolato, cibi fermentati, cibi ricchi di glutammato, per esempio i dadi da brodo e la cucina cinese, i salumi stagionati). Per gli adulti anche l‟abuso di alcolici di the, caffè ed anche di coca cola per il contenuto di caffeina.

I sintomi della emicrania sono dolore molto violento di metà testa con fotofobia ed audio fobia, malessere generale, tanto che si è costretti a letto all‟oscuro e con i tappi alle orecchie.

Per la cefalea muscolo tensiva, la più frequente, il dolore parte dalla nuica e si irradia verso i temporali e la fronte.

I sintomi delle altre cefalee sono viari a seconda delle cause che la provocano e, a volte, sono obtundive e si possono avere conati di vomito.

I farmaci per la terapia iniziale sono i fans, per esempio aspirina anche associata a caffeina oppure paracetamolo anche associato a codeina. Per l‟emicrania si adoperano i triptani ma occorre la prescrizione medica.

Comunque, prima di gestire da sé il reiterarsi del dolore di testa è meglio consultare il medico che, con gli esami, ed un buon approccio medico-paziente, può risolvere o lenire la sintomatologia.

DOLORI REUMATICI

Reumatico è un aggettivo quanto mai vago ed impreciso. Dovrebbe comprendere le artrosi e le artriti le mialgie e le miositi, comprese pericarditi ed endocarditi. Ma per l‟automedicazione dobbiamo parlare, come nell‟antica medicina, delle affezioni dei muscoli edì delle articolazioni (mialgie ed artralgie) che si presentano o si acuiscono con il freddo e l‟umidità.

La prevenzione: si fa evitando, se possibile, freddo ed umido. Comunque coprirsi a cipolla con indumenti di lana o tecnici, coprirsi anche il capo, che lascia disperdere molto calore, tenere asciutti i piedi con calzature idonee.

Tenere una dieta un poco più calorica ma evitando l‟abuso di alcolici, che danno una sensazione di caldo immediato, ma che, dilatando il letto capillare sottocutaneo, fanno disperdere più calore.

I sintomi: naturalmente il dolore e la contrattura muscolare (che fa aumentare il dolore producendo anche un irrigidimento dei legamenti intra e para articolari con anchilosi dell‟articolazione stessa). Anche i muscoletti orripilanti dei peli si contraggono ed i peli si mantengono eretti.

Il dolore, per quanto accennato, fa diminuire la funzione delle zona interessata.

Terapia: gli antidolorifici, antiflogistici e miorilassanti servono per ottenere una risoluzione del dolore o quanto meno attenuarlo: aspirina, due compresse da 500 mg dopo i pasti o compresse orosolubili o bustine (sempre vietata a chi soffre di stomaco ed ai bambini) o ibuprofene, naprossene, diplofenac ed altri. La formulazione è quanto mai varia: fiale, compresse, supposte, bustine, crema, gel, cerotti medicati.

Per l‟automedicazione è consigliabile usare le formazioni topiche (crema, gel o cerotti) perché poco gastrolesive e si possono usare con cautela anche nei minori di 12 anni. Ci sono anche creme che producono calore, in genere contenenti capsaicina.

Si possono prendere anche miorilassanti. Naturalmente occorre anche il riposo ed il caldo della zona interessata.

Se la sintomatologia persiste recarsi dal medico.

L'automedicazione e le patologie invernali, 18-01-2011 Rassegna stampa (3 photos)
18 gennaio 2011

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