INCONTRI A TEMA III EDIZIONE Martedì 11 maggio 2010 – ore 16,30

Dr. Paolo Andrea Taviano – magistrato

ABSTRACT DELLA CONFERENZA:

L’incontro ha affrontato e chiarito alcuni aspetti del rapporto complesso tra il diritto alla salute previsto dalla nostra costituzione e la giustizia chiamata sempre più spesso ad esaminare profili di responsabilità nel campo medico in un panorama vastissimo di temi e di casistiche che vanno dai casi di c.d. malasanità, agli errori professionali, dai problemi di etica a quelli deontologici legati al consenso informato, dalla gestione politica della sanità voluta dalla legge 833/78 e le sue successive modifiche, al nuovo rapporto tra il cittadino e l’istituzione sanitaria per giungere fino ai problemi legati alla medicina estetica.

Sono stati affrontati anche problemi particolarmente spinosi come il rapporto tra la responsabilità del medico ed il rifiuto delle cure da parte del paziente nel nostro ordinamento in relazione al divieto di eutanasia, ed i problemi legati all’interruzione volontaria della gravidanza al di fuori dei limiti consentiti dalla legge 194/78.

L’esposizione ha preso le mosse da considerazioni in merito all’art. 32 della costituzione il quale prevede che “la repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti” ed ai principi fondanti della riforma operata dalla legge 833/78 che ha istituito il S.S.N. quali:

  • responsabilita’ pubblica della tutela della salute
  • universalita’ di accesso ai servizi sanitari
  • finanziamento della sanita’ attraverso la fiscalita’ generale
  • portabilita’ dei diritti in tutto il territorio nazionale e reciprocita’ di assistenza tra regioni

Un aspetto particolarmente delicato affrontato durante l’incontro è stato quello relativo alla competenza legislativa concorrente assegnata alle regioni a seguito della riforma dell’art. 117 comma 2 della costituzione che consente in materia di tutela della salute un doppio piano di interventi legislativi: statale da un lato, regionale dall’altro con inevitabili problemi di sovrapposizioni e di conflitti di attribuzioni tra lo Stato e le regioni.

Sono poi stati esaminati i profili di intervento più frequente da parte della giurisprudenza in materia di tutela del diritto alla salute dal punto di vista civile come tutela risarcitoria, e penale quali:

  • tutela dai danni alla salute derivanti dall’ inquinamento ambientale (acqua con esposizione di casi quali quello della Laguna di Venezia, aria con riferimento ai casi di Seveso ed ai livelli di inquinamento da PM10, radiazioni con esposizione del caso Chernobyl, fumo con riferimento ai pericoli del fumo attivo e soprattutto del fumo passivo ed alle c.d. class actions di origine anglosassone per la tutela della salute dei non fumatori
  • tutela dei danni alla salute derivanti dalle violazioni delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro con riferimento a casi di infortuni e malattie professionali, e chiarimento dei concetti giuridici di malattia quale temporaneo stato patologico che impedisce lo svolgimento delle quotidiane attività, e di invalidita’ quale stato patologico permanente ed irreversibile
  • tutela dai danni alla salute derivanti da responsabilita’ professionale del medico per errori diagnostici o terapeutici con definizione della natura giuridica della prestazione sanitaria quale obbligazione di mezzi e non di risultato
  • tutela dai danni alla salute derivanti dalla mancata acquisizione del consenso informato con riferimento al problema della necessaria sussistenza, ai fini della configurabilità di una ipotesi di responsabilità giuridicamente tutelabile, di un danno derivante dalla sottoposizione a trattamento sanitario senza consenso
  • tutela dai danni alla salute derivanti da responsabilita’ dell’ente gestore del servizio sanitario che trova il proprio fondamento non in un rapporto contrattuale vero e proprio ma nel concetto di “contatto sociale” in base al quale, attesa la responsabilità pubblica della tutela del diritto alla salute, si crea un affidamento del cittadino nei confronti del gestore del servizio sanitario, spesso disatteso da carenze strutturali o di personale o per omesso controllo sull’operato dei medici (c.d. casi di malasanita’)
  • tutela dai danni alla salute della donna o del figlio derivanti dall’applicazione della legge 194/78 sull’interruzione volontaria della gravidanza con particolare riferimento ai casi di mancata informazione alla donna circa i rischi alla sua salute derivanti dal ricorso a pratiche abortive ovvero circa le eventuali malformazioni o patologie del nascituro
  • tutela dai danni alla salute derivanti dalla mancata igiene nella preparazione e conservazione degli alimenti (uso di ogm, conservanti, coloranti, cariche batteriche ecc., alimenti di origine animale)
  • tutela dai danni alla salute derivanti dalla insufficiente sperimentazione di farmaci immessi in commercio con particolare riferimento a casi di immissione in commercio di farmaci insufficientemente sperimentati quanto agli effetti collaterali e della mancata o tardiva revisione periodica del foglietto informativo; esposizione del caso di ricorso all’ utilizzo della c.d. terapia Di Bella dietro autorizzazione concessa da parte del giudice nell’ambito di un procedimento di urgenza ex art. 700 c.p.c.
  • tutela dai danni alla salute derivanti da doping nello sport quali ormoni, anabolizzanti, doping genetico, emotrasfusioni, e la normativa italiana antidoping che prevede quale reato il ricorso a pratiche dopanti
  • tutela suppletiva in settori non ancora regolamentati dalla legge in particolare per cio’ che riguarda gli stati patologici vegetativo-irreversibili (casi Welbi ed Englaro ed il diritto del paziente a rifiutare le cure per alleviare la proprie sofferenze) con esame del divieto di eutanasia nel nostro ordinamento derivante dalla previsione del reato di omicidio del consenziente di cui all’art. 579 c.p., e del problema se esiste un diritto del paziente a rifiutare oltre alle cure anche l’alimentazione e l’idratazione.

Un momento di riflessione attenta su temi importanti e di grande attualità dove frequentemente la magistratura sia penale che civile è dovuta intervenire con decisioni, il più delle volte adottate in situazioni di urgenza o sull’onda emotiva di una pressione dell’opinione pubblica relativamente a casi balzati agli onori delle cronache nazionali che, seppure discutibili, hanno spesso colmato inesplicabili lacune normative o, comunque, contribuito ad alimentare il dibattito in sede politica, giuridica e medica per giungere a regolamentare taluni aspetti dell’universo sanitario, dando concreta attuazione a quella tutela della salute costituzionalmente garantita che troppo spesso, purtroppo, rimane un bel principio di civiltà non seguito da altrettanti fatti.

Il giudice ed il diritto alla salute, 11-05-2010 Rassegna stampa (2 photos)
11 maggio 2010

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