INCONTRI A TEMA II EDIZIONE Martedì 7 aprile 2009 – ore 16,30

Dr. Leonardo Manzari – specialista otorinolaringoiatria, Dir. Master vestibolo-posturale Università “La Sapienza”

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ABSTRACT DELLA CONFERENZA:

Automedicazione significa curare da sé piccoli disturbi passeggeri che possono non richiedere l’intervento del medico. Per questa categoria di disturbi esistono farmaci appositi, i prodotti da banco o OTC (dall’inglese Over The Counter, che significa sopra il bancone).

L’automedicazione è sempre più un’esperienza diffusa fra gli italiani e particolarmente in ambito otorinolaringoiatrico (mal d’orecchio , mal di gola , rinite allergica o virale….) : circa il 75 per cento dei cittadini italiani , il che significa in valori assoluti 35 milioni, ha utilizzato un farmaco di automedicazione (OTC) nell’ultimo anno. Addirittura la metà della popolazione italiana ha utilizzato farmaci OTC nell’ultimo mese (48 per cento): si tratta soprattutto di giovani/adulti di 18-44 anni, perlopiù laureati, dirigenti, impiegati, studenti universitari. Lo rivela uno studio realizzato da GfK Eurisko, condotto su un campione di 1000 casi rappresentativo della popolazione italiana adulta, per l’Associazione Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell’Automedicazione (ANIFA), che intende fare il punto sullo stato e sulle prospettive dell’autocura in Italia.

L’automedicazione in ogni caso sembra configurarsi come una pratica ad elevato valore di sicurezza. Chi sceglie un farmaco per la prima volta nel 40 per cento dei casi lo fa su suggerimento del medico, nel 20 per cento su consiglio di amici o parenti, nel 18 per cento su suggerimento del farmacista e solo nel 12 per cento dei casi su stimoli di origine pubblicitaria. L’esperienza d’uso risulta aver generato presso il pubblico un’elevata percezione di valore per il farmaco da automedicazione. Valutato nella gran parte dei casi come un rimedio decisamente utile, il farmaco OTC fonda la sua valorizzazione anzitutto sul riconoscimento di “rimedio in grado di eliminare i disturbi e restituire benessere”.

Tuttavia è opportuno ricordare che bisogna evitare il ricorso prolungato ai farmaci da banco: se un disturbo otorinolaringoiatrico non si risolve entro 24-48 ore è bene rivolgersi immediatamente al medico specialista, i rischi connessi con la gestione “fai da te” del sintomo possono essere poi più serie rispetto alla patologia che lo ha determinato .

Tornando all’ambito otorinolaringoiatrico nel 25% dei casi, i farmaci da banco vengono utilizzati proprio per alleviare il malessere dovuto alle sindromi da raffreddamento e all’influenza: per questo è importante distinguerle e conoscerne i rispettivi sintomi.

L’acido acetilsalicilico, l’ibuprofene e il paracetamolo sono i farmaci di automedicazione di elezione, meglio ancora se associati a vitamina C, con proprietà antinfiammatorie, antipiretiche e analgesiche. Altri farmaci di automedicazione utili sono: antistaminici (desclorfeniramina, clorfenamina, feniramina) per gocciolamento nasale, starnuti, congiuntivite; colluttori anticongestionanti o antisettici o pastiglie da sciogliere in bocca a base di sostanze disinfettanti (clorexidina, cetilpiridinio, benzidamina, dequalinio), per il mal di gola; infine, per la tosse “secca”, sedativi a base di destrometorfano, dropropizina, cloperastina e per quella “grassa”, fluidificanti come gli espettoranti (guaifenesina) e i mucolitici (carbocisteina, acetilcisteina, bromexina, ambroxolo).

L’uso degli antibiotici è invece da valutare con il proprio medico di famiglia in quanto utile solo in presenza di infezioni batteriche, complicanza che si può verificare in concomitanza dell’influenza a seguito di un abbassamento immunitario. In tutti gli altri casi l’uso di antibiotici può essere addirittura dannoso per l’organismo.

Sempre la ricerca Eurisko mette in evidenza che il 71% degli italiani fanno ricorso al farmaco da banco per tenere a bada una situazione di malessere e restare efficienti sul lavoro , senza tuttavia riuscire a fare fronte probabilmente alla vera causa che ha scatenato il malessere stesso .

Ad esempio combattere i sintomi di una patologia virale da raffreddamento non significa eliminarne la causa. Quando il fisico è debilitato non bisogna chiedere troppo a se stessi. E’ importante il riposo al caldo, per assecondare la piccola battaglia del nostro organismo contro l’infezione.

Rimanere a casa nei giorni in cui si è affetti ad esempio da influenza può contribuire a un decorso più rapido della malattia e rappresenta un gesto di rispetto degli altri: i luoghi del contagio sono spesso ambienti caldi e chiusi dove sono presenti persone già infette.

Nelle malattie da raffreddamento dunque, come d’altronde per tutte le piccole patologie, è più che sufficiente ricorrere all’automedicazione, cioè a quei prodotti (detti “da banco” o Otc – in inglese over the counter) che possiamo comprare in farmacia senza prescrizione medica e che sono contraddistinti da un bollino rosso. Essi ci consentono, se alle prese ad esempio con i malanni “invernali”, di alleviare i dolori, diminuire il malessere, abbassare la febbre, calmare la tosse. Se il disturbo si protrae o se si ripresenta in tempi brevi (28/48 ore) è necessario rivolgersi al medico specialista .

CHE COS’E’ L’AUTOMEDICAZIONE

Tutti noi, e chi ci sta vicino, siamo soggetti a piccole patologie quotidiane, che possono essere risolte con semplici soluzioni, anche senza ricorrere all’intervento specifico del medico di base o del medico specialista. I farmaci associati alla risoluzione dei disturbi più comuni vengono chiamati farmaci di automedicazione.

Classi di farmaci: farmaci su prescrizione

Cosa sono

I farmaci su prescrizione possono essere acquistati e assunti solo con autorizzazione scritta (ricetta) da parte di un medico di medicina generale o di uno specialista. Appartengono a questa categoria i medicinali che possono presentare rischi se vengono utilizzati senza il controllo del medico o devono essere somministrati dal personale sanitario. Questi criteri sono stati adottati per evitare ogni forma di abuso o di cattivo utilizzo dei farmaci.

Quali sono

In base a queste caratteristiche, rientrano nella categoria dei farmaci soggetti a prescrizione due tipi di medicinali:

 le sostanze che agiscono sui meccanismi di funzionamento dell’organismo, come per esempio:

  sostanze stupefacenti, barbiturici, tranquillanti, antidepressivi, antiparkinson, ecc. che agiscono sul sistema nervoso

  betabloccanti, antiaritmici, antipertensivi, diuretici, ecc. e, in generale, i farmaci che agiscono sul cuore e/o sulla pressione del sangue

  estrogeni e progestinici, ecc. che agiscono sui sistemi ormonali

  chemioterapici, cortisonici e antitumorali in genere

  antibiotici, antivirali, antiprotozoari, vaccini e tutte le sostanze che agiscono sui microrganismi

 i farmaci che possono essere somministrati correttamente solo con l’intervento di un medico o di un infermiere. Rientrano in questa categoria tutte le preparazioni farmaceutiche a somministrazione parenterale come iniezioni sottocutanee, intramuscolo o endovena.

Questi medicinali sono prodotti dalle industrie farmaceutiche, ma possono anche essere confezionati dal farmacista. In tal caso, il farmaco viene preparato in farmacia sulla base delle indicazioni fornite dal medico curante.

Classi di farmaci: farmaci senza prescrizione

I farmaci senza obbligo di prescrizione sono tutti quei medicinali la cui vendita non è vincolata alla presentazione di una ricetta medica.

Il loro utilizzo in Italia è ancora piuttosto contenuto; confrontata con la spesa pro capite sostenuta dai cittadini dei principali paesi europei, infatti, si è notato che la spesa in Italia corrisponde a poco più della metà di quella del Regno Unito e addirittura a un terzo rispetto alla spesa pro capite dei cittadini francesi e tedeschi.

A differenza di quanto accade all’interno della Unione europea, il Ministero della Salute italiano ha previsto per i farmaci non soggetti a prescrizione un’ulteriore suddivisione in due categorie:

farmaci su consiglio

farmaci da banco

I farmaci su consiglio sono tutti quei medicinali che, pur non essendo soggetti a specifica prescrizione del medico, non sono tuttavia accessibili senza un controllo da parte del medico o del farmacista.

Tali farmaci non sono rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale e non possono essere pubblicizzati. Le istruzioni relative alle modalità d’uso, alle dosi e alla durata della terapia vengono fornite dal medico o dal farmacista, che acquisiscono le informazioni sul prodotto attraverso interventi di informazione scientifica autorizzati dal Ministero della Salute.

Rientrano nella categoria dei farmaci su consiglio:

 i composti da usare in caso di urgenza, come il siero antivipera;

 tutti i medicinali omeopatici, cioè farmaci che, pur non essendo considerati tali dalla medicina tradizionale, vengono tuttavia utilizzati dalla medicina complementare. Si tratta di composti che non possono essere venduti al di fuori della farmacia, ma che non necessitano di ricetta.

Farmaci da banco

I farmaci da banco vengono comunemente chiamati OTC, utilizzando le iniziali dell’espressione Over The Counter, cioè “sopra il bancone (del farmacista)”.

Questi farmaci sono quelli che per loro natura e obiettivo terapeutico sono concepiti e destinati all’uso autonomo da parte del cittadino, senza bisogno di intervento del medico per la diagnosi, la prescrizione o la sorveglianza durante il trattamento.

Ciò significa, in pratica, che essi possono essere utilizzati dal paziente per l’automedicazione, cioè per la cura dei disturbi minori che egli è in grado di riconoscere in base alla propria esperienza e che possono essere risolti con una terapia di breve durata. Anche in questo caso, il farmacista potrà dare consigli utili e aiutare il paziente nelle sue scelte, dopo aver accertato che il farmaco richiesto sia effettivamente indicato per risolvere il disturbo del paziente.

I farmaci da banco non sono rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale e possono essere pubblicizzati solo previa autorizzazione del Ministero della Salute.

Per poter rientrare nella categoria dei farmaci da banco, un medicinale deve avere alcune caratteristiche:

deve essere destinato, come si è detto, al trattamento di disturbi lievi e transitori e dei loro sintomi (raffreddore, tosse, disturbi gastrici, stipsi, mal di testa);

deve essere stato in commercio, sottoposto a prescrizione medica, per almeno cinque anni in un paese dell’Unione europea, per garantirne la provata efficacia e sicurezza d’uso;

non deve dare problemi di abuso e di tossicità;

deve essere utilizzabile in completa autonomia, quindi non deve prevedere l’intervento di personale sanitario (ne consegue che nessun farmaco OTC è iniettabile).

L’utilizzo

In Italia il concetto di automedicazione è stato introdotto abbastanza recentemente e si è imposto solo con le politiche sanitarie degli anni novanta, volte a contenere la spesa pubblica in questo settore. Perciò, a differenza degli altri paesi europei, la diffusione della cura con prodotti da banco è ancora limitata, anche se tendenzialmente in crescita.

I farmaci OTC più venduti in Italia sono sicuramente quelli che riguardano le malattie da raffreddamento, come tosse, raffreddore, mal di gola, e costituiscono poco meno del 30 per cento del totale. Anche i prodotti per disturbi gastrointestinali e gli antidolorifici vengono acquistati abbastanza frequentemente, anche se in misura minore (17 per cento e 12 per cento rispettivamente).

CHE COS’E’ L’AUTOMEDICAZIONE e QUANDO VIENE UTILIZZATA

L’AUTOMEDICAZIONE IN OTORINOLARINGOIATRIA

Quali sono le patologie dell’orecchio , del naso e della gola che più sono “soggette” da parte del paziente al ricorso di un farmaco da banco.

Raffreddore

Il raffreddore è certamente l’evento morboso più frequente tra le patologie acute. Rappresenta, infatti, da solo, il 50-60% di tutte le patologie dell’apparato respiratorio…

Infiammazioni nasali

Il naso è la porta di ingresso delle vie respiratorie. Le narici, che consentono all’aria di entrare e uscire, sono provviste di peli che servono per trattenere i corpi estranei…

Sinusite

La sinusite è un’infiammazione acuta o cronica, accompagnata o meno da un processo infettivo della mucosa che riveste i seni paranasali, cavità scavate all’interno delle ossa del…

Influenza

L’influenza è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce l’apparato respiratorio ed è causata dai virus dell’influenza di tipo A, B e C. Compare di solito durante i…

Rinite

La rinite è un processo infiammatorio che interessa la mucosa delle cavità nasali e può essere acuta (raffreddore) o cronica. Le riniti acute sono quasi sempre di origine virale…

Otite

È l’infiammazione dell’orecchio medio o esterno, classificata in acuta e cronica a seconda della sua durata. I sintomi tipici dell’otite, in generale, sono il mal d’orecchio, l’ipoacusia, gli acufeni, il prurito. Questi sintomi principali possono essere associati ad altri, quali la febbre, i brividi di freddo, la nausea, il vomito e la diarrea.

Le patologie otorinolaringoiatriche , 07-04-2009 Rassegna stampa (1 photos)
7 aprile 2009

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