INCONTRI A TEMA II EDIZIONE Martedì 24 gennaio 2009 – ore 16,30

Dr.ssa Iris Volante – specialista ostetricia e ginecologia

ABSTRACT DELLA CONFERENZA:

Di ogni donna in gravidanza si dice che è in “Dolce attesa”. Tuttavia, anche se la definizione è comune a tutte, l’essenza di uno dei periodi più determinanti della vita dell’universo femminile è molto diversa non solo da donna a donna ma anche da gravidanza a gravidanza in una stessa donna.

Sono 40 settimane di esperienze complesse e delicate che coinvolgeranno non soltanto la salute fisica ma anche quella psichica della gestante. Questa ne uscirà comunque profondamente cambiata soprattutto dopo la prima esperienza. Un cambiamento di cui sarà lei protagonista e vittima visto che sarà vissuto in primo luogo da due esseri intimamente uniti lei e il suo bambino.

Infatti, la donna è legata al proprio figlio dal cordone ombelicale che collega la circolazione fetale alla placenta dove si incontra con il circolo materno. Attraverso di essa si realizzano non solo gli scambi di nutrienti e delle sostanze di rifiuto ma, sicuramente, anche tante relazioni che ci sono ancora in gran parte sconosciute. Ancor più sconosciute, ma non per questo meno reali e presenti, sono le relazioni psicologiche che agiscono sul rapporto con il proprio partner ed in quello tra lui ed il bambino che nascerà. È intuitivo che un simile intreccio di relazioni darà vita ad aspetti diversi: alcuni positivi altri meno. A partire dall’annuncio della gravidanza. Tante sono inaspettate o non volute ma questo non significa automaticamente che porti ad un cattivo rapporto con il proprio partner o con il proprio bambino quando nascerà. Proprio perché si tratta di relazioni complesse, solo l’evolversi della gravidanza e l’evento del parto saranno in grado di determinare il risultato finale… e, per quanto i media non ne parlino, questo sarà quasi sempre un ottimo risultato.

Ma il dubbio del contrario rimane quasi in tutte le donne ed è anche per questo che ognuna è invitata ad instaurare con il proprio ginecologo un rapporto di fiducia che superi le eventuali problematiche fisiche per affrontare anche quelle psicologiche. Se questo non bastasse, sono state create strutture, come i Consultori, nelle quali è possibile incontrare psicologi appositamente formati per aiutare a superare queste difficoltà di approccio all’essere future madri prima che divengano effettivamente importanti. Il consiglio è comunque quello di non affrontare questi colloqui e questi dubbi da sole ma di coinvolgere il più possibile anche il proprio partner che non dovrebbe assolutamente escludersi od essere escluso da quello che è un periodo fondamentale anche per la sua esistenza.

Infatti, una gravidanza, se vissuta bene, dedicando un pò di tempo a se stesse, in un ambiente familiare sereno, inciderà positivamente sul neonato che, dormirà di più, mangerà meglio, sarà più calmo, avrà minori problemi intestinali (coliche gassose), si ammalerà di meno… e anche noi lavoreremo molto di meno.

Tutto questo conduce inevitabilmente a parlare di uno dei caratteri comuni alle gravidanze: l’ansia. L’ansia per il proprio corpo che si trasforma, per la paura di non piacere più, per il dolore del travaglio, per la capacità di svolgere bene il proprio ruolo di mamma, per la possibilità di morire durante il parto, per la possibilità che il bambino non sia sano o che subisca traumi durante il parto. Un elenco infinito di dubbi e angosce cui solo un colloquio franco e sereno con persone esperte e di fiducia potrà consentire, se non di fugare, almeno di razionalizzare nella constatazione che solo per un numero estremamente piccolo di donne qualcuno di essi potrebbe divenire realtà.

Una delle più consistenti fonti di angoscia è la mancanza di informazioni chiare su quanto avviene al bambino durante la vita intrauterina. Non è questa la sede per una descrizione approfondita ma sono certa che qualche nozione elementare su quelli che sono i momenti di svolta di queste 40 settimane, non possa fare male.

A 6 settimane si comincia a vedere ecograficamente l’attività cardiaca del bambino. Questi, mano a mano, procede nel proprio sviluppo e differenziazione cellulare fino ad assumere, alla fine del terzo mese, quelle caratteristiche che ne fanno anche esteticamente un essere umano. Intorno alle 18 settimane la madre comincia ad avvertire i primi movimenti fetali anche se questi sono cominciati diverse settimane prima. Alla fine delle 24 settimane il bambino percepisce i rumori esterni imparando a riconoscere le voci che sente più spesso. Anche olfatto e sensazioni tattili si sviluppano intorno a questo periodo.

Gli organi interni completano il proprio sviluppo intrauterino nelle ultime 12 settimane di gravidanza durante le quali il bambino comincia quei movimenti che lo portano ad assumere la posizione più adatta per l’inizio del travaglio. Non sempre però le dimensioni della cavità uterina, quelle del bambino e la lunghezza del cordone ombelicale consentono un corretto posizionamento. In quel caso l’equipe che segue il travaglio deciderà se ricorrere o meno ad un taglio cesareo.

La durata media del travaglio in una primipara è di 12 ore mentre per una pluripara si scende intorno alle 8 ore. Tutto questo a prescindere dalle variazioni individuali (piuttosto ampie) che coinvolgono anche il livello di percezione della sensazione dolorosa provocata dalla stimolazione delle fibre nervose durante la dilatazione del collo uterino (prima fase del travaglio) o del canale del parto (seconda fase del travaglio). Infatti il dolore è una percezione multifattoriale notevolmente legata allo stato d’animo del momento ed alla elaborazione che la nostra mente fa delle sensazioni derivanti da precedenti esperienze vissute in prima persona o trasmesse attraverso i racconti di altri. Ma comunque sia, il dolore passerà e sarà la vista del proprio bambino a ripagare di tutti i sacrifici: il più bel bambino del mondo. Una gioia intensa che cancellerà tutte le angosce ed i dubbi di 40 settimane.

Una gioia intensa ed una nuova consapevolezza perfettamente espresse nella poesia “Figlio di Febbraio” di Paola Lorusso:

Desiderato e voluto sei arrivato con il primo sole di febbraio.

Dono di un destino tracciato.

Ti guardavo e non ti sentivo mio.

Estraneo, ostacolo di quella spensieratezza ormai persa.

Madre irrequieta perchè non lo ami?

Madre cattiva perchè sei così diversa?

Poi mi hai sorriso.. il tuo primo sorriso incerto.

Allora ti ho riconosciuto, sentito ed amato per la prima volta.

Ora sei tu il mio piccolo uomo.

La gioia di tutti i miei mattini.

Tu che cresci e che seppur diverso mi assomigli.

Sarò mamma, 27-11-2009 Rassegna stampa (3 photos)
27 gennaio 2009

Note: To see the pictures in the original Picasa album, click here